Arte in eredità, Equitalia batte cassa

Un appassionato d’arte milanese decide di lasciare alcuni quadri e sculture della sua collezione in eredità alla Galleria internazionale d’arte moderna di Ca’ Pesaro: valore stimato delle opere 672 mila euro.
Neppure il tempo di notificare l’atto - prima ancora che il Comune decida se accettare o meno la donazione - che Equitalia ha subito mandato il conto a Ca’ Farsetti, facendo recapitare in riva al Canal Grande una cartella esattoriale da oltre 95 mila euro, a titolo di imposta di successione, con tanto di sanzioni ed interessi, da dividere insieme ad altri quattro eredi.
Cartella che il Comune ha però già impugnato, con una delibera del 9 giugno, quando la giunta ha deciso di ricorrere davanti alla Commissione Tributaria contro la società concessionaria per la riscossione delle imposte.
«In realtà, dobbiamo ancora decidere se accettare o meno l’eredità», commenta l’assessore Paola Mar, «anche perché c’è un nipote che ha impugnato il testamento, sostenendo che queste opere facciano parte della “legittima” destinata agli eredi diretti. Decideremo nelle prossime settimane cosa fare». Intanto, a scanso di equivoci, Ca’ Farsetti ha fatto il primo passo legale, sostenendo che nulla può pretendere Equitalia perché nulla è dovuto alo Stato. Per l’Avvocatura civica, infatti, «la pretesa dell’Agenzia delle Entrate è infondata, poiché - ai sensi dell’art.3 comma 1 del decreto legge 346/1990 - non sono soggetti all’imposta di successione “i trasferimenti a favore dello Stato, delle regioni, delle province e dei comuni”». Per Ca’ Farsetti, l’Erario pretenderebbe ciò che non gli è minimamente dovuto, in violazione anche «della riserva di legge in materia tributaria prevista dall’articolo 23 della Costituzione». Mal che andasse, il Comune contesta anche il valore delle opere ricevute in eredità, dal momento che un perito del notaio milanese che si occupa del testamento, le ha valutate 443 mila euro.
Quadri e sculture arriveranno mai al museo civico di Ca’ Pesaro? Il contenzioso con Equitalia e l’Agenzia delle Entrate potrebbe essere determinante in vista di ben altre donazioni: l’imprenditore Inti Ligabue ha già annunciato al sindaco Brugnaro l’intenzione di donare al Comune di Venezia l’eccezionale collezione del padre paleontologo Giancarlo Ligabue, per dare vita ad un museo dove riunire preziosi reperti, statuette, scheletri di animali, pietre e metalli preziosi: un patrimonio immenso accumulato da Ligabue in quarant'anni di spedizioni e ricerche. (r.d.r.)
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