Armi ed esplosivo in casa, due arrestati

In manette sono finiti Massimo Nalesso, pregiudicato di 57 anni, e Cristian Baldan (42), impiegato incensurato
Vicenza 19 11 13 VI CC conf. stampa arresto di banda armata Nella foto: Nalesso Massimo © Vito T. Galofaro
Vicenza 19 11 13 VI CC conf. stampa arresto di banda armata Nella foto: Nalesso Massimo © Vito T. Galofaro

FIESSO D’ARTICO. Uno è un pregiudicato di lungo corso, l’altro è un impiegato in una ditta di autotrasporti, insospettabile. I due avevano a disposizione un arsenale tra fucili mitragliatori, pistole, munizioni e polvere pirica per confezionare ordigni esplosivi. Tutto l’occorrente per organizzare assalti a banche, furgoni blindati e far saltare bancomat. I due sono stati arrestati e devono rispondere di detenzione illegale di armi e munizioni sia comuni che da guerra e anche di detenzione di esplosivo. Sono Cristian Baldan, 42 anni, originario di Padova, ma residente a Fiesso d’Artico e Massimo Nalesso, 57 anni, anche lui residente a Fiesso. Nel garage di Baldan, in via Marconi 25, è stato trovato l’arsenale. Nalesso è ben conosciuto dalle forze dell’ordine. Nel 2002 è stato arrestato per la rapina a casa dell’allora ad del Casinò di Venezia, Gianni Corradini. Ad arrestarli, lunedì, i carabinieri di Vicenza che sono arrivati a loro seguendo un’auto di grossa cilindrata rubata, a una coppia in viaggio di nozze, all’aeroporto Marco Polo.

Nei pochi metri quadrati del garage di Baldan, tra scatoloni e immondizie, sono spuntati quattro kalashnikov, due Beretta 98 Fs e due Smith & Wesson (una calibro 38 e una 357 magnum), un sacco di chiodi a quattro punte (una garanzia in caso d’inseguimento per eliminare le auto delle forze dell’ordine), un fucile a pompa a canna mozza, un ariete artigianale, proiettili ed esplosivo. Senza contare gli attrezzi del mestiere: ventose, cavi d’acciaio, giubbotti antiproiettile un tagliamuri con disco circolare. Tutto è partito da un viaggio di nozze. Perché, dopo il matrimonio, una coppia è partita per una lunga vacanza dall’aeroporto Marco Polo di Venezia. Destinazione Caraibi, mentre la loro Audi A6 colore argento doveva essere al sicuro nel park coperto. Peccato invece che sia sparita subito e che, ovviamente, non ci sia stata nessuna denuncia di furto, visto che il proprietario era a migliaia di chilometri di distanza.

Solo che, proprio in quei giorni, l’Audi è stata notata un po’ troppo spesso, soprattutto vicino alle banche e alle ville lussuose. Le prime segnalazioni sono arrivate da Bassano e da tutti i comuni limitrofi, poi la macchina è stata vista anche in altre zone del Vicentino e nelle province di Padova e di Venezia.

Ed è stato allora che sono scattate le indagini del nucleo investigativo, sia di Bassano che di Vicenza. Un lavoro capillare per acquisire immagini di sistemi di videosorveglianza, “tutor”, autovelox riuscendo, alla fine, a individuare l’Audi A6. Ed è stato in quel momento che ha fatto il suo ingresso in scena Massimo Nalesso. L’uomo, un volto noto alle forze dell’ordine, con un passato in “batterie” di rapinatori era spesso, troppo spesso, con Cristian Baldan che invece, prima dell’arresto, aveva una fedina penale immacolata e una posizione di tutto rispetto. Giorni di pedinamenti e poi, l’altra sera, il capitolo finale con il blitz nella casa di Baldan. Per gli investigatori le armi e l’esplosivo dovevano servire per compiere assalti a bancomat e a furgoni blindati. (c.m.)

Argomenti:armimalaarresti

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia