Aprilia a Noale, settecento in corteo per avere un futuro

NOALE. Doveva essere “solo” un’assemblea fra gli oltre 700 dipendenti di Aprilia a Noale. Alla fine ci sono scappati pure un corteo sulla Noalese e un incontro con il sindaco Michele Celeghin, anteprima di quello che ci sarà oggi alle 18 a Scorzè con l’altro collega interessato, Giovanni Battista Mestriner. Gli operai della casa motoristica, e con loro Fiom Cgil e Fim Cisl, sono preoccupati dalle cifre che si prospettano per il futuro ed emerse nel recente incontro con Roberto Colaninno, patron di Piaggio: la fetta di mercato Aprilia è di 8-10 mila pezzi annui, oggi se ne producono 25-27 mila, nei tempi belli si arrivava anche a 100 mila. Questo significa, detto in soldoni, che se a Scorzè ci sono 350 dipendenti, si dovrà arrivare sui 100-120: un terzo. A Noale ancora non si sa ma pure qui non che si stia tranquilli. Questo sarebbe il «sovradimensionamento» annunciato da Colaninno.
Eppure Aprilia continua a vincere nel mondo delle corse, ultimo trionfo dei 52 messi sinora in cassaforte domenica scorsa nel campionato Costruttori in Superbike. E questo fa rabbia tra i dipendenti: ma è mai possibile, si chiedevano ieri, che qui ci siano tecnologia, competenza, passione e di moto non se ne vendano? Eppure la realtà è proprio questa.
Così, dopo un’ora e mezza di assemblea, a mezzogiorno i dipendenti hanno deciso di percorrere un pezzo di Noalese fino al municipio, circa 400 metri, per incontrare Celeghin. Corteo improvvisato, traffico rallentato e volantini distribuiti agli automobilisti. «Le organizzazioni sindacali», si legge, «non possono accettare questa prospettiva ma rivendicano un progetto industriale che sappia guardare oltre l’attuale congiuntura e che possa garantire occupazione mantenendo sviluppo e conoscenze, competenze e tecnologie nel territorio. Fim Cisl e Fiom Cgil si sono già attivate per coinvolgere le istituzioni locali, la Provincia e la Regione al fine di trovare una soluzione per il rilancio produttivo di questa impresa e per mantenere gli stabilimenti e l’occupazione nel Veneziano».
Di sicuro non c’è tempo da perdere, perché ci sono tre mesi e mezzo davanti prima della fine del quarto anno di contratto di solidarietà a Scorzè e i sindacati vogliono iniziare subito a ragionare sul futuro. Infatti, questo ammortizzatore si potrà usare solo a Noale, per altri dodici mesi, perché a Scorzè ha raggiunto già il limite massimo. «Vogliamo discutere di progetto industriale, che guardi al futuro», fa sapere Adriano Pomiato di Fiom Cgil, «e quanto ci è stato prospettato è inaccettabile».
Lo stesso Pomiato ha invitato i lavoratori a presentarsi in massa oggi fuori dal municipio di Scorzè quando vedranno i due sindaci. Preoccupato pure Matteo Masiero di Fim Cisl. «Siamo davanti alla seconda realtà industriale della provincia», spiega, «e vogliamo che tutto resti qui. Colaninno investa qui con un progetto che guardi al futuro e non si limiti solo al 2014».
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