Apple Store Nave de Vero, sciopero nel giorno del nuovo iPhone

I 120 lavoratori del negozio di Marghera incrociano le braccia per l’intero turno durante il lancio del nuovo iPhone. Filcams Cgil chiede stabilizzazioni, chiarezza sulle mansioni e più ore per i part-time

Eva Franceschini
Nave de Vero
Nave de Vero

 

Oggi i lavoratori dello store Apple all’interno del centro commerciale Nave de Vero di incroceranno le braccia per l’intero turno di lavoro, proprio in concomitanza con il lancio del nuovo modello di i-phone, il primo pieghevole della storia di Apple. L’iniziativa si inserisce nell’ambito dello sciopero nazionale indetto da Filcams Cgil che rappresenta i lavoratori Apple Retail Italia.

Nel negozio di Marghera lavorano in tutto 120 persone, 80 delle quali con contratto a tempo indeterminato e altre 40 a tempo determinato. Proprio queste ultime rappresentano una delle ragioni che hanno portato il sindacato ad aprire una vertenza contro l’azienda: «Da un anno chiediamo che vengano stabilizzati i lavoratori e le lavoratrici impiegati con contratto a termine per sette mesi l’anno, da novembre a maggio, il periodo in cui lo store raggiunge i picchi di attività», dichiara Renato Giacchi, segretario generale di Filcams Cgil Venezia, «comprendiamo la necessità di modulare la presenza delle risorse umane in negozio, ma è necessario stabilizzare almeno una parte degli addetti, perché contratti a termine che coprono un periodo così lungo, segnalano una carenza strutturale».

Ogni giorno, dunque, lavorano per l’Apple store alla Nave de Vero circa 80 persone, una parte in qualità di commessi e commesse e un’altra come addetti e addette alla manutenzione e riparazione dei prodotti. «Anche il tema della chiarezza delle mansioni rientra tra le motivazioni dello sciopero che abbiamo indetto», prosegue Giacchi, che aggiunge: «Non è possibile che si continui a chiedere a chi si occupa della vendita, di seguire anche la parte di intervento tecnico sui dispositivi. Servono regole uguali per tutti per consentire alle persone di lavorare nelle condizioni migliori».

Il sindacato, inoltre, chiede l’aumento delle ore, su base volontaria, per i part-time che vogliano lavorare di più e maggiore flessibilità nell’assegnazione di ferie e permessi. I presìdi di lavoratori e lavoratrici si svolgeranno davanti a quattro dei 17 Apple store distribuiti sul territorio nazionale. Gli addetti al negozio di Mestre che incroceranno le braccia potranno partecipare al più vicino presidio di Bologna. Altri presìdi sono previsti davanti ai flagship store di Via del Corso a Roma e Piazza Liberty a Milano.

«Non è una decisione presa da un giorno all’altro», dichiara Renato Giacchi, «ma il punto di arrivo di un anno di richieste rimaste senza risposta: confronti chiesti e rinviati, sette mesi di contratti a termine per gestire un “picco” che l’azienda continua a chiamare’stagionale’. Hanno provveduto ad adeguare l’importo dei ticket restaurant proprio in questi giorni, ma le nostre richieste di rispettare il contratto integrativo risalgono a febbraio. Ora, auspichiamo che la partecipazione allo sciopero sia buona».

 

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