Appartamenti vuoti a Venezia, boom di offerte ma i canoni di locazione restano alti

VENEZIA. Nelle grandi città d’arte italiane anche gli appartamenti sono rimasti vuoti: complice l’assenza di studenti e lavoratori fuori sede e il fermo turistico, le case non hanno più inquilini e il mercato degli affitti, nell’ultimo anno, ha visto esplodere l’offerta, con record vicini al 200% a Venezia e Milano. Il dato arriva dall’ultimo Osservatorio del portale di Immobiliare.it (www.immobiliare.it) sulle locazioni in Italia.
Tra le sei principali città d’arte italiane prese in esame, Venezia è quella in cui gli indicatori di mercato segnano la maggiore sofferenza del comparto delle locazioni. Rispetto a febbraio 2020 l’offerta di appartamenti in affitto è aumentata del 216% a cui è corrisposto un crollo del 50% della domanda e del 5% dei prezzi. Oggi un bilocale in affitto in città ha un canone mensile medio pari a 721 euro.
Tendenza confermata da Massimiliano Maccatrozzo, presidente di Agata, l’associazione di operatori del mercato immobiliare specializzati nella locazione degli alloggi turistici. «La tendenza inizia a mostrarsi. Sicuramente in terraferma più che in centro storico, ma anche a Venezia si comincia a vedere il fenomeno. Io ho appena affittato per un cliente un appartamento bilocale di 65 metri quadri all’Arsenale per 860 euro al mese. Il prezzo indicato dal rapporto per un bilocale è corretta e credo che di questi tempi anche nella zona di San Marco, la più pregiata, si stia sotto i mille euro. Ovviamente, dipende molto dalla tipologia di immobile, dalla zona, dalla posizione, al pianoterra o piani alti», spiega Maccatrozzo.
E continua: «Ma va anche evidenziato che molti proprietari di alloggi turistici, pur di non perdere le licenze, che poi non si recuperano più, tengono duro e tengono o gli immobili chiusi o li affittano a prezzi più bassi a chi gestisce il mercato, effettivamente in crisi vista l’assenza del turismo. Ma ripeto, il problema credo si senta di più a Mestre al momento».
Secondo Maccatrozzo con gli appartamenti vuoti, per l’assenza di turisti a Venezia, i proprietari al momento hanno due possibilità. E una prevale sull’altra: «L’alternativa più conveniente è la locazione a studenti, con contratti da sei a 36 mesi. La locazione a famiglie invece è sempre un rischio, visto che la proprietà non ha tutele per le difficoltà a rientrare in possesso dell’immobile in caso di necessità». Le tipologie di contratti di locazione residenziale più utilizzate sono il 3+2 anni a canone concordato oppure il 4 + 4 anni, con la possibilità di pagare meno tasse con la cedolare secca.
Dall’analisi del portale specializzato di Immobiliare.it, la conferma che il Coronavirus ha cambiato direzione a tutti gli indicatori del comparto nelle principali città. Se nel pre-pandemia, spiega il rapporto, l’offerta non riusciva a coprire la domanda in costante aumento, oggi si registra una situazione opposta, a cui però non è ancora corrisposto un crollo dei canoni medi richiesti.
«L’effetto Covid è stato visibile immediatamente sulle ricerche e sul numero di annunci in locazione», dice Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it. «Quello che osserviamo sul fronte dei prezzi è l’arresto della serie di rincari che durava ormai da diversi anni: i canoni medi richiesti risultano in lieve calo e laddove si riscontrano leggeri aumenti la ragione va ricercata in un’offerta nuova, composta da un maggior numero di immobili di alta gamma, un tempo destinati al turismo».
Venezia è, quindi, capofila del fenomeno. Milano ha registrato in un anno un incremento dell’offerta del 190% con il 41% delle ricerche in meno. Ma resta la più cara: il canone medio richiesto per un bilocale è di 1.020 euro al mese, a fronte di un ribasso annuale del 6%. Seguono Firenze e Bologna, dove in un anno gli annunci di locazione sono aumentati rispettivamente del 184% e 171%. A Firenze la domanda è scesa del 32% e a Bologna è crollata del 48%. Canoni in calo del -8% a Firenze e del meno 5% di Bologna. Gli affitti in media sono simili a Venezia.
Nella capitale, Roma, l’offerta è cresciuta del 76% in un anno e la domanda è scesa del 22%. Prezzi in aumento del 3 per cento come a Napoli. —
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