Anziani senza pensione dopo ore di coda alle Poste

Quarto d’Altino. Ieri era in servizio un unico sportello con una sola impiegata Francesco Borga: «Corrispondenza consegnata in ritardo e a indirizzi sbagliati»

QUARTO D’ALTINO. Disagi e code ieri mattina all’ufficio postale del capoluogo. Anziani in fila per ritirare la pensione, che però non ci sono riusciti perché lo sportello adibito allo scopo serviva per pagare le bollette e, dunque, per incassare anziché per gli assegni. Inevitabili le proteste: qualcuno ha atteso per ore, c’è chi è arrivato presto, poi se ne è andato per tornare qualche ora più tardi, ma la situazione non era per nulla migliorata. Al contrario. C’era persino chi litigava per il posto, per la fila e nonostante ci fosse gente in piedi mancava personale, anche se le ferie sono finite, la gente è tornata al lavoro e ieri era lunedì, giornata riservata a sbrigare le faccende in sospeso.

Testimone del disservizio, Francesco Borga, già presidente di Confindustria Veneto e di Veneto Sviluppo, scandalizzato per la situazione di caos e disinformazione. «Intanto, per cominciare», fa notare, «la posta a Quarto viene consegnata tre volte ogni due settimane, ma al di là di questo riceviamo tutti la posta degli altri e mi domando dove vada a finire la mia». Il che significa che i cittadini se la devono scambiare, se sono persone perbene, altrimenti buttano nel cestino quel che non gli interessa e magari qualcuno perde avvisi importanti o si legge i fatti degli altri. «Questa mattina all’ufficio postale», precisa, «c’era un unico sportello aperto, mentre c’erano persone anziane che aspettavano da ore. Non solo, c’erano difficoltà ad incassare le pensioni e qualcuno non è riuscito, suo malgrado, a pagare la bolletta perché non aveva ricevuto quanto gli spettava della pensione». Borga ha contattato il centralino della Direzione Nordest delle Poste in via Torino, per parlare con un operatore e chiedere lumi sulla situazione: “Sono rimasto per 72 minuti in attesa con una voce che mi diceva che presto qualcuno sarebbe stato a mia completa disposizione», precisa, «poi ho dovuto mettere giù perché avevo un altro impegno». Mancanza di informazione, dunque, clienti allo sbaraglio e una dipendente che cercava, gentilmente di fare quel che poteva. »Effettivamente c’è stata qualche criticità», rispondono da Poste Italiane, «del personale di Quarto è stato dirottato in altri uffici della zona e dunque la sede del capoluogo si è ritrovata in difficoltà. C’era un solo sportello per i pagamenti aperto e uno per le spedizioni, forse in qualche momento c’è stata mancanza di soldi, in ogni caso ci scusiamo per il disservizio».

Marta Artico

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