«Anno impegnativo e stressante mancava il contatto con gli amici»

Gli studenti di quinta guardano con preoccupazione alla maturità  «Tra didattica a distanza e lezioni in presenza è stata dura adattarsi» 

le voci

Per molti alunni del liceo Majorana-Corner, tra poche settimane sarà tempo di esame di maturità. Ieri hanno ripreso le lezioni in presenza e le idee le hanno tutti ben chiare. «Quest’anno scolastico ci ha un po’ destabilizzati», spiega Lorenzo Lupia di Marano, «Tra didattica a distanza e lezioni in presenza è stato un po’ complesso adattarsi di volta in volta alla situazione, tra vantaggi e svantaggi. Poter seguire le lezioni in classe con i compagni da un lato ti apre al rischio dell’uso dei mezzi di trasporto pubblico, dall’altro ti regala il contatto umano. È stato finora un anno stressante e molto impegnativo». Lisa Aurora Piasenti di Salzano aggiunge: «Vedo il traguardo della maturità e sinceramente pensavo di viverlo in maniera diversa. Ci stanno mancando tutte quelle tradizioni legate a questo obiettivo come i cento giorni alla fine della scuola o le pizze con i compagni. Tuttavia, ci si riesce a organizzare per studiare lo stesso e sotto certi punti di vista la situazione e le difficoltà ci hanno uniti ancor di più tra studenti».

«Il progetto della scuola sentinella non ci ha creato alcun problema. Io stessa ho aderito volentieri, consapevole che può servire anche dal punto di vista diagnostico per noi ragazzi», commenta Margherita Memo che arriva da Spinea. «Un progetto utile a fini statistici e per fare informazione. Abbiamo avuto la massima libertà nello scegliere se aderire ai tamponi. I trasporti? La situazione è tranquilla, specie per venire a scuola le distanze vengono mantenute». Infine Giacomo Frasson, che abita a Mirano e a scuola arriva in bici: «Sono fortunato da questo punto di vista. Il ritorno a scuola lo vivo stavolta come una grande vittoria. Abbiamo di nuovo il rapporto umano e non ho paura dei contagi. Siamo consapevoli che i rischi non sono a scuola ma fuori, specie nei mezzi pubblici. In classe mi sento al sicuro». —

S.B.

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