Alluvione nei Balcani la solidarietà italiana ha il volto di Ceggia

CEGGIA. Nel dramma dell’alluvione che ha colpito i Balcani, la solidarietà italiana ha il volto semplice di un ragazzo di Ceggia. Daniele Bombardi, 33 anni, è il coordinatore dei progetti di Caritas italiana in Bosnia Erzegovina e in Serbia. Nato a San Donà, ma cresciuto a Ceggia, una laurea in Scienze internazionali e diplomatiche a Gorizia, da otto anni e mezzo Daniele Bombardi opera nei Balcani. Partito come neo laureato in servizio civile a Mostar, si è poi spostato a Banja Luka e quindi a Sarajevo, dove nel 2011 è diventato anche papà dopo essersi sposato con una ragazza di Mostar.
Abituato a lavorare molto ma senza i riflettori puntati addosso, stavolta ha accettato di metterci la faccia per far conoscere un dramma che a casa nostra è passato sotto silenzio. «Sono passate due settimane dall’inizio delle prime alluvioni che hanno colpito Bosnia, Serbia e alcune aree della Croazia. Dopo dieci giorni di piogge intensissime», racconta Daniele Bombardi, «un’area grande quasi come l’intera Pianura padana è finita sotto due metri di acqua. Decine di fiumi della zona, alcuni dei quali veramente imponenti come la Sava, hanno rotto gli argini per chilometri».
Il bilancio parziale è di 50 morti, più di 70 dispersi, oltre 100 mila sfollati. Da qualche giorno l’acqua si sta ritirando, lasciandosi dietro gravi problemi igienico-sanitari e, in Bosnia, si è riaffacciato anche il «fantasma» delle mine che, rimaste sottoterra dopo la guerra degli anni Novanta, sono state dissepolte dall’acqua.
«Si tratta di fatto della più grande emergenza umana e sociale della storia recente dei Balcani, paragonabile ai danni causati dalle guerre. Come coordinatore di Caritas italiana nella regione», prosegue Daniele Bombardi, «sto lavorando con i miei collaboratori da quindici giorni nel coordinamento degli aiuti. Supportiamo le Caritas locali nell’offrire le prime risposte di emergenza come la fornitura di beni essenziali quali cibo, acqua potabile, medicinali. Per fortuna c’è una grandissima solidarietà locale».
Ma non basta e Daniele lancia un appello: «Di questa emergenza in Italia se n’è parlato pochissimo. Tutta Europa ne ha parlato, ma non noi che siamo i vicini di casa dei Balcani. Abbiamo avviato una grossa raccolta fondi in Italia tramite le nostre Caritas. Chi è interessato a darci una mano può contattare la Caritas diocesana di Vittorio Veneto».
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