Alloggi turistici con un codice per combattere l’abusivismo

Ieri l’assessore comunale Paola Mar ha incontrato Federico Caner (Regione) «Concordi sulla necessità di promuovere controlli puntuali e continui in città»
Interpress\M.Tagliapietra Venezia 20.04.2019.- Turismo Pasquale. San Marco. Coda eccezionale per Basilica di San Marco.
Interpress\M.Tagliapietra Venezia 20.04.2019.- Turismo Pasquale. San Marco. Coda eccezionale per Basilica di San Marco.

Regione e Comune di Venezia vanno avanti di pari passo sul nuovo codice di identificazione degli alloggi turistici, previsto dalla nuova legge regionale, che dovrebbe contribuire a far emergere l’abusivismo ancora molto forte in questo settore che sta crescendo vertiginosamente, soprattutto nella città storica, anche sotto la spinta di portali di riferimento come Airbnb. Gli assessori al Turismo della Regione del Veneto, Federico Caner, e del Comune di Venezia, Paola Mar, si sono infatti incontrati ieri proprio per confrontarsi sul regolamento attuativo della recente legge che disciplina il settore degli alloggi in locazione turistica, già predisposto dalla struttura regionale.

«È stato un confronto positivo e utile» affermano Caner e Mar, «propedeutico all’imminente varo del regolamento regionale con il quale, tra l’altro, sarà introdotto finalmente il codice identificativo grazie al quale sarà possibile contrastare più efficacemente il fenomeno dell’abusivismo e della concorrenza sleale nell’attività di locazione turistica».

«Abbiamo concordato sulla necessità di promuovere controlli attenti, puntuali e continui», dichiarano ancora in una nota i due assessori, «anche in considerazione delle specifiche esigenze di una città particolare come Venezia. Il nostro obiettivo è essenzialmente quello di assicurare la massima trasparenza nel settore della ricettività turistica, a tutela dei consumatori ma anche dei tanti operatori, proprietari e gestori di strutture che operano in assoluta legittimità e nel pieno rispetto delle regole».

I titolari di alloggi turistici, con l’entrata in vigore del regolamento, dovranno esporre in modo visibile il codice identificativo in modo che sia immediatamente riconoscibile. Per l’apertura non è necessario che l’immobile abbia destinazione edilizia turistico-ricettiva, né occorre presentare una domanda di classificazione alla Provincia, né una Scia al Comune. È obbligatorio però registrare la struttura ricettiva all’Anagrafe regionale delle strutture ricettive presentando il modulo di “Comunicazione di locazione turistica” alla Regione del Veneto e comunicare i dati statistici sugli arrivi e presenze degli ospiti.

Anche il Comune di Venezia ha già attivato un sistema di registrazione obbligatoria degli alloggi turistici sul proprio sito, anche ai fini del pagamento dell’imposta di soggiorno, che dovrà essere evidentemente poi armonizzato con quello adottato anche dalla Regione.

Venezia è il capoluogo di provincia in Italia che ha il maggior numero in assoluto di annunci di affitti di alloggi turistici con il portale Airbnb. Lo ha certificato di recente un’indagine del quotidiano Il Sole24Ore in collaborazione con l’associazione On data che ha “mappato” gli annunci Airbnb in tutti i capoluoghi di provincia italiani. A Venezia gli annunci di alloggi turistici affidati al portale sono oltre 580 ogni diecimila unità abitative contro, ad esempio i circa 200 di Roma, i 208 di Milano, i 175 circa di Napoli. —

Enrico Tantucci

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