Alla Vinyls un altro anno di cassa integrazione

Al Ministero, il curatore fallimentare e i sindacati sottoscrivono un accordo per permettere la demolizione degli impianti e la ricollocazione dei lavoratori
Di Gianni Favarato
ministro Romani alla Vinyls con gli operai fautori della protesta
ministro Romani alla Vinyls con gli operai fautori della protesta

MARGHERA. Dopo la sentenza di conversione al fallimento dal Tribunale, con un esercizio provvisorio di sei mesi, ieri al ministro del Lavoro – al termine del previsto incontro con i sindacati dei chimici di Cgil, Cisl, Uil nazionali e veneziane, la Rsu dei lavoratori e il curatore fallimentare, Mauro Pizzigati – è stato sottoscritto un lungo verbale di accordo che prevede un altro anno di cassa integrazione straodinaria, a partire dall’8 luglio scorso, per i 125 dipendenti ancora in forza alla Vinyls Italia di Marghera e 90 a Porto Torres. Il verbale prevede che il curatore fallimentare possa anche avviare le procedure di licenziamento collettivo per permettere ai lavoratori che avendo i requisiti , vogliono usufruire della “mobilità” per tre anni e poi del pensionamento. Con quest’ultima proroga sono in totale cinque gli anni di cassa integrazione, iniziata quando, nel 2009, la multinazionale Ineos, stanca di coprire i passivi in bilancio, ha venduto gli impianti del cvm/pvc della Vinyls a Fiorenzo Sartor che nel giro di pochi mesi portò i libri contabili in tribunale. Il fallimento venne allora evitato solo per l’intervento del Governo che decretò l’amministrazione straordinaria con la speranza che qualche altro imprenditore si sarebbe fatto avanti per comprare gli impianti a buon prezzo e riavviarli , visto che in Italia la Vinyls era l’unico produttore di un prodotto che ha sempre un buon mercato, come la plastica in pvc. Ma dopo quattro anni nessuno ha comprato i vecchi impianti del cvm/pvc. Solo un anno e mezzo fa si è fatto avanti - come si conferma anche nel verbale del ministero – l’Oleificio Medio Piave per realizzare una nuova raffineria di oli vegetali e rioccupare i dipendenti della Vinyls quando sarà ultimata. Nel verbale sottoscritto ieri anche dai sindacati e da Confindustria, i l curatore fallimentare dichiara che «l'esercizio provvisorio è finalizzato principalmente a preservare il valore residuo degli impianti, a garantire la sicurezza ambientale e le tutela della salute pubblica in vista del completamento dello svuotamento degli impianti, delle bonifiche e dello smaltimento dei materiali in un ottica di migliore liquidazione dell'attivo fallimentare e di un più proficuo soddisfacimento del ceto creditorio». In proposito il verbale prevede che «i lavoratori verranno sospesi a zero ore per il tempo strettamente necessario alle operazioni previste e potranno essere interessati da forme di rotazione tenuto conto della fungibilità delle mansioni». Per assicurare un reddito integrativo agli operai in cassa integrazione che saranno richiamati al lavoro negli impianti per le operazioni di bonifica e demolizione, si prevede il coinvolgimento della Regione Veneto per garantire, come è stato fatto in Sardegna per i lavoratori dello stabilimento di Porto Torres, per l’attivazione delle procedure che riconoscono alla loro prestazione il titolo di Lavoro Socialmente Utile. Infine, saranno istituiti a livello regionale sua in Sardegna che in Veneto «appositi tavoli per individuare soluzioni volte all'acquisizione totale o parziale, da parte di soggetti terzi, di assets aziendali, ad assicurare la salvaguardia dei livelli occupazionali e la formazione dei dipendenti in carico al fallimento; al riguardo sono già stati avviati contatti con la società Umana per la predisposizione dei corsi formativi».

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