«Ah, Aperol!» Ecco la Terrazza Un nuovo locale in primavera

La Terrazza Aperol sbarca a Venezia. In campo Santo Stefano, a fianco della chiesa, lì dove fino a poche settimane fa c’era un ristorante, sono incominciati i lavori di restauro dei locali che, entro primavera, accoglieranno il marchio dell’aperitivo di proprietà del Gruppo Campari.

L’arrivo in laguna di Aperol, di cui si parlava da tempo e che era stato rinviato per l’emergenza sanitaria, è stato infine deciso. L’intervento di ristrutturazione degli spazi, che sarà radicale, durerà qualche mese e dovrebbe concludersi in primavera quando, covid permettendo, la città dovrebbe riaprire con la Biennale di Architettura, le mostre d’arte in musei e palazzi a lungo rinviate e con lo stesso vicino Palazzo Grassi a sua volta oggetto di restauro.

Perfetta la location, che il Gruppo ha cercato a lungo, fino a trovarla nel sole di campo Santo Stefano, con plateatico esterno, tra gallerie, botteghe di artigiani e boutique.

Secondo il format degli altri locali, come la terrazza Aperol in Corso Vittorio Emanuele a Milano, gli interni saranno dell’inconfondibile rosso arancio del bitter inventato nel 1919 a Padova dai fratelli Luigi e SilvioBarbieri i quali, ereditata l’azienda di liquori dal loro padre Giuseppe, impiegarono sette anni per creare l’aperitivo alcolico dal gusto dolce amaro.

Da allora la ricetta dell’Aperol - arancia, erbe e radici - è rimasta segreta mentre il marchio compariva nelle più importanti pubblicità del Paese, inclusa quella degli anni Trenta dedicata alle donne, forte del fatto che il bitter non facesse ingrassare. Legatosi allo spritz negli anni Cinquanta, Aperol entrò nelle case di tutti gli italiani con il Carosello in cui Tito Buazzelli si portava la mano alla fronte e, come avesse ritrovato la giusta memoria, diceva: “Ah, Aperol!”. —

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