Agrivoltaico a Eraclea, 200 in marcia per dire di no
Corteo promosso dal comitato contrario al maxi impianto esteso su 165 ettari. Il portavoce: «Sentiamo la vicinanza di tutta la provincia, continuiamo a lottare»

La comunità di Torre di Fine in marcia contro il mega impianto agrivoltaico su 165 ettari di terreni agricoli. Sabato 14 marzo, davanti allo storico ristorante da Luigi, si sono radunate oltre 200 persone per un corteo proseguito circa 5 chilometri fino all’agriturismo De Munari affacciato lungo la provinciale.
Una marcia silenziosa, bucolica, ma determinata, attorno a quei terreni che un giorno potrebbero essere coperti da migliaia di pannelli. Progetto vasto che interesserà anche Torre di Mosto, per altri 250 ettari, almeno. Al corteo ha partecipato anche una delegazione del comitato no Agrivoltaico di Mogliano, alcuni consiglieri comunali di Eraclea, tra cui Morena Causin e Danilo Biondi, l’ex sindaco Giorgio Talon. Non c’era la sindaca Nadia Zanchin, ma per una ragione ben precisa: «Coerentemente alla nostra linea, non partecipiamo come amministrazione a marce o cortei, ma come ho sempre detto appoggio l’iniziativa del comitato contro il progetto», ha spiegato.
Ora il comitato contro l’agrivoltaico a Torre di Fine attende il 26 marzo, quando gli attivisti chiederanno al consiglio comunale di Eraclea un atto formale di opposizione, da trasmettere a Regione e comitato Via in Regione. La speranza è di fermare questo progetto da decine di milioni di euro, o per lo meno spostarlo in zone meno densamente abitate, organizzandolo in piccoli lotti non invasivi, distribuendo i pannelli su tetti e capannoni.
Insomma: non invadere i terreni coltivati alle spalle del litorale nella placida frazione di Torre di Fine che, forse per la prima volta, si trova di fronte all’impatto improvviso con la modernità e la tecnologia. In marcia, famiglie con i bambini e cani, singoli cittadini, gruppi di amici, sulle note della energica musica anni 80 che ha dato il via alla camminata. Sono arrivate anche le donne dell’associazione “Se non ora quando”.
Il portavoce, Fabrizio Maritan, è sempre in prima linea da quando il comitato si è formato, circa un mese fa, alle prime avvisaglie del progetto che vede nella società proponente i proprietari terrieri della famiglia Pasti. Gli stessi che, ai tempi del fascismo, erano giunti dal Veronese per avviare la bonifica. Il nome dei Pasti sembra essere nel destino di questo territorio, a segnare i punti di svolta. Maritan crede nella protesta, invoca una presa di posizione del Comune e non ha intenzione di mollare.
«La manifestazione fa parte di un programma di iniziative per fermare questo progetto», premette, «e ne faremo altre fino a quando non verrà ritirato. Sentiamo la vicinanza delle persone di Torre di Fine e di Eraclea e anche della provincia, con riscontri positivi davanti a una mostruosità vera e propria. Le normative sono favorevoli al progetto di agrivoltaico avanzato. Ma di recente il ministro dell’ambiente Pichetto Fratin ha ammesso che la situazione è fuori controllo, con una liberalizzazione soprattutto nei terreni agricoli. Le modifiche legislative sono ancora deboli. L’unico compromesso è che l’impianto sia spostato altrove, anche in questo territorio, ma distante dai centri abitati e ridimensionato. Confidiamo nel consiglio del 26 marzo e in una presa d’atto che sia chiara contro il progetto attuale».
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