Aggressioni in ospedale, ecco i braccialetti ai polsi di 130 sanitari dell'Usl 3
I dispositivi permetteranno di allertare una control room durante gli eventi violenti. Lunedì 12 ottobre la consegna degli smartwatch ai lavoratori dei Pronto soccorso, delle Psichiatrie e delle Radiologie di Mestre, Venezia, Mirano, Dolo e Chioggia, compresa la Neuropsichiatria di Dolo

L'Usl 3 Serenissima ha fornito braccialetti anti-aggressione a 130 operatori sanitari. Permetteranno al personale di allertare immediatamente, e a qualsiasi ora del giorno e della notte, una control room durante gli eventi violenti subiti.
Gli strumenti sono stati simbolicamente consegnati lunedì 12 ottobre dal dg dell'Usl 3 Serenissima Massimo Zuin alla primaria Mara Rosada e al coordinatore infermieristico Gabriele Bognolo del Pronto soccorso di Mestre, alla presenza del responsabile del Servizio di prevenzione e protezione Luca Chimenton e di Lisa Bertoncello, dirigente medico della direzione ospedaliera.
Si tratta di dispositivi smartwatch destinati ai lavoratori dei Pronto soccorso, delle Psichiatrie e delle Radiologie di Mestre, Venezia, Mirano, Dolo e Chioggia, compresa la Neuropsichiatria di Dolo.
Gli operatori sanitari sono già stati formati nelle scorse settimane al loro corretto utilizzo. Ogni dispositivo è fornito di sim, microfono e altoparlante per comunicazioni a due vie e tasti frontali intuitivi: un bottone sos di colore rosso per inviare richieste immediate di emergenza alla centrale operativa e un tasto verde per rispondere alle chiamate in entrata.
La dotazione dei dispositivi si colloca nell'ambito di un sistema di tutela più ampio, che parte dalla valutazione del rischio definita dal Servizio di prevenzione e protezione dell'azienda socio sanitaria veneziana. Contemporaneamente si è deciso anche un rafforzamento del sistema di videosorveglianza già attivo, che prevede l'installazione di più di cento telecamere, collegate anche queste con una centrale operativa di vigilanza armata: di queste strumentazioni saranno dotate anche le Case della comunità.
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