Aggressione neofascista a Venezia, il patriarca: "E' stata offesa tutta la nostra comunità"

VENEZIA.“Venezia è da sempre e vuole rimanere città di pace e di libertà. Da respingere e condannare con forza ogni forma di violenza, intolleranza e antisemitismo”.
Il patriarca di Venezia Francesco Moraglia è intervenuto in merito al fatto di cronaca che ha avuto come protagonista l'ex deputato Arturo Scotto, aggredito la sera di Capodanno da un gruppo di neofascisti.
L'AGGRESSIONE. A raccontare la vicenda, sulla propria pagina Facebook, è stata la moglie del politico, Elsa Bertholet: «Un gruppo dietro di me - scrive - canta 'Anna Frank sei finita nel fornò, mi giro: 'Ragazzi basta!', si mettono a urlare: 'Duce, ducè con mano alzata, si gira mio marito che prima non le aveva sentito cantare ... e boum si prende botte in faccia da vari lati, poi si mette di mezzo un ragazzo per aiutarci e lo picchiano pure lui, visibilmente abituati al fatto, poi fuggono come dei vigliacchi che sono».
Grazie a tutti per la solidarietà. Grazie alle forze dell'ordine che c'è la mettono tutta. Grazie a Filippo Storer, giovane coraggioso coinvolto in questa ignobile aggressione. Sto bene, ma con 20 giorni di prognosi riservata e una sospetta frattura del naso. Resistiamo all'odio.
— Arturo Scotto (@Arturo_Scotto) 1 gennaio 2020
L'INTERVENTO DI MORAGLIA. "Il grave episodio di aggressione avvenuto in Piazza San Marco a Venezia, nelle ore di Capodanno, ha suscitato profonda tristezza e vera indignazione per la violenza fisica, verbale e ideologica che ha manifestato. Tale fatto - particolare da non sottovalutare - si è, tra l’altro, consumato nel luogo simbolo della nostra città.
È un episodio che offende l’intera comunità, va contro il rispetto e la dignità delle persone, mina alle radici la pacifica convivenza e, quindi, va condannato con forza e in alcun modo minimizzato. Il Patriarca Francesco Moraglia e la Chiesa che è in Venezia esprimono solidarietà a chi è stato colpito e aggredito verbalmente e fisicamente, confermando la vicinanza sia a chi personalmente è stato oggetto di tale atto sia alla comunità ebraica che è realtà viva, significativa e importante della nostra città, respingendo e condannando con forza ogni forma di violenza, di intolleranza e di antisemitismo.
Venezia è da sempre e vuole rimanere città di pace e di libertà, accogliente verso tutti, amante della giustizia e del bene comune e perciò - per sua natura e storia - refrattaria e contraria ad ogni tipo e richiamo (vecchio e nuovo) di violenza, discriminazione e intolleranza che si rifanno a spregevoli forme ideologiche.
Preoccupa il fatto che "protagonisti" di tali atti siano dei giovani; ciò evidenzia drammaticamente la gravità della questione culturale ed educativa soprattutto, ma non solo, nei confronti delle giovani generazioni".
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