Aggredita nel sottopasso, reagisce al rapinatore: «Voleva la mia borsetta»

La donna stava attraversando in bici il sottopasso tra via Trento e via Giustizia: è riuscita a fuggire ed è andata in ospedale per farsi curare le ferite riportate

 

Matilde Bicciato
Mestre - Raccordo ciclopedonale pista ciclabile sottopasso Giustizia in via Trento 23/09/2021
Mestre - Raccordo ciclopedonale pista ciclabile sottopasso Giustizia in via Trento 23/09/2021

Stava attraversando in bicicletta il sottopasso ciclopedonale che collega la stazione a via Giustizia quando un uomo le si è avvicinato e l’ha spinta al muro cercando di rapinarla. Lei si è difesa, l’ha allontanato ed è scappata con una ferita al braccio per la quale poi si è fatta medicare in ospedale.

È successo mercoledì 18 marzo, alle sette di sera. Stando al suo racconto, poco prima di venir aggredita, imboccando il sottopassaggio, la donna aveva già notato davanti a sé, a distanza di alcuni metri, un gruppo di uomini fermi lungo il percorso.

Uno di loro, in particolare, con lei avrebbe immediatamente incrociato lo sguardo, cominciando ad avvicinarsi, andandole incontro fino a sbarrarle la strada. A quel punto sarebbe scattato il tentativo di rapinarla: l’uomo avrebbe spinto la donna contro la parete, cercando di strapparle la borsa dall’avambraccio, infilandole la mano sotto la tracolla.

Ne sarebbe anche nata una piccola colluttazione, durante la quale però la ciclista alla fine sarebbe anche riuscita a divincolarsi, reagendo e trovando anche il momento per fuggire. «Quando ho imboccato il sottopasso mi sono subito accorta del solito gruppo che, di sera, anima quella maledetta via», racconta Catiuscia, la donna aggredita. «Io stavo pedalando quando ho notato che uno di loro si era, a sua volta, accorto di me. Quando gli sono passata accanto mi ha spinto contro il muro. Evitarlo era impossibile», spiega la donna. «Continuava a gridarmi “Dammi la borsa, dammi la borsa, dammi la borsa”, cercando di infilarmi la mano dentro alla tracolla per riuscire a sfilarmela di dosso. Mi ha spinta contro il muro e per un secondo ho perso l’equilibrio. Per fortuna però alla fine sono riuscita a difendermi e a scappare prima che la situazione potesse degenerare. Avevo il braccio sanguinante. Sono andata a farmi curare all’ospedale. Un testimone ha anche chiamato la polizia ma io ho fatto di tutto per andare via da quel posto il prima possibile. Quel sottopasso non è sicuro». —

 

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