Agenzia sociale per gli affitti contro l’emorragia di residenti

Proposta di delibera del Pd appoggiata da Cgil, Cisl e Uil e Acli. Lo sportello è già stato testato dal Comune di Milano che ha stipulato un migliaio di accordi



Trovare una casa in affitto, a prezzi decenti, a Mestre e Venezia, è una impresa che toglie il sonno. Ora arriva la proposta di istituire una agenzia sociale per il rilancio della locazione che veda il Comune di Venezia nel ruolo di mediatore. Lo chiede la proposta di delibera del consiglio comunale, presentata dal Partito Democratico e che raccoglie subito il sostegno dei segretari di Funzione Pubblica Cgil e Uil, Daniele Giordano e Mario Ragno e l’appoggio di Paolo Bizzotto, segretario generale della Cisl, assieme alle Acli. Sindacati che si sono già mobilitati per il caro affitti Ater come per la vendita degli alloggi Usl.

L’idea è di replicare a Venezia l’iniziativa del Comune di Milano, con il sindaco Sala, che ha già visto un migliaio di contratti. Milano Abitare è una agenzia sociale che favorisce la ricerca di un alloggio privato a canone concordato, interviene per ridurre il fenomeno degli sfratti in caso di morosità incolpevole e tutela gli inquilini per quanto riguarda i canoni applicati ma garantisce pure i proprietari. «A Venezia che a fine 2019 ha visto scendere i residenti sotto i 260 mila una agenzia come questa diventa necessaria per riconquistare residenti. Finora se ne sono persi 16 mila, circa mille l’anno sia a Venezia che a Mestre», spiegano i consiglieri Monica Sambo ed Emanuele Rosteghin che con il deputato Nicola Pellicani firmano la richiesta. «La nostra proposta è aperta a tutti i partiti in consiglio, certi che assieme potremo fare bene», dicono. «E se funzionerà per gli alloggi, il secondo passo sarà farla funzionare per aiutare il commercio di vicinato». L’idea è di creare lo sportello in capo all’assessorato al Welfare con un fondo che copra i rischi per chi affitta e misure di rientro dell’eventuale esposizione. Fondo che potrebbe trovare, a Venezia, la copertura dei fondi di Legge speciale. I dati: nel 2014 gli appartamenti affittati ai turisti erano 2.196 e nel 2017 il dato è schizzato a 7.573. Praticamente in tre anni, 5 mila alloggi non sono più stati affittati a residenti ma sono riservati a turisti, perché l’affitto turistico produce un reddito certo e si evitano tanti problemi, compresi i tempi lunghi di un eventuale sfratto. In una città ad alta vocazione turistica e ad alta tensione abitativa, questo produce una emigrazione di residenti verso altri Comuni, dove la casa cosa meno. Specie le giovani coppie, con contratti precari, non si possono permettere un mutuo e manco gli affitti, i pochi che ci sono. Pure nelle università aumenta il pendolarismo . Da dati dell’Osservatorio immobiliare a Venezia, su quasi 17.800 annunci immobiliari, solo 3.146 riguardano affitti con un indice di 67 affitti ogni mille abitanti. Nella zona più cara, San Marco, il trend è di 271 euro l’anno a metro quadro. Con il canone concordato, previsto dal patto parasociale 2018, il costo scenderebbe a poco più di 189 euro. L’Agenzia comunale dovrebbe fare da tramite tra inquilini in cerca di affitto e proprietari che vanno convinti a scegliere il contratto a canone concordato con la cedolare secca che garantisce riduzioni di tasse locali come l’Imu. In caso di insolvenza e morosità incolpevole, si potrebbe intervenire con il fondo di garanzia. —



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