Addio all’oste di Carpenedo, si è spento Luca Bonicelli
Titolare dell'osteria Da Luca, è stato punto di riferimento per moltissime persone, con la sua presenza, la sua affabilità, il suo sorriso e la sua discrezione. Sabato i funerali in piazza Carpenedo

È mancato questa mattina lunedì 19 ottobre, Luca Bonicelli , 61 anni, titolare dell'osteria di piazza Carpenedo che porta il suo nome, e un velo di tristezza è sceso tra le tante persone che sedevano fuori, ai tavolini del locale da anni punto di riferimento per tantissime persone, buongustai in testa, in città.
I clienti affezionati, sono rimasti senza parole, anche se i frequentatori abituali sapevano che in quest'ultimo periodo, le condizioni di salute dell'oste, si erano aggravate e le forze stavano venendo meno. Papà di Ilaria e Nicolò, nel 2013 assieme alla moglie Monica ha deciso di lanciarsi in una nuova avventura, aprendo l'osteria in piazza, per portare, come dicevano lui e la moglie, «un po' di venezianità anche a Mestre».

Veneziano doc, ci ha tenuto molto ad essere nato e cresciuto oltre il ponte, e ha sempre avuto locali in centro storico: prima a Ca' Foscari, proprio di fronte ai Vigili del Fuoco, poi ha gestito il Riviera alle Zattere per ben 14 anni. Nel 2013 è arrivato a Mestre e da allora è diventato una colonna della piazza. Sempre sorridente, appassionato del mestiere che aveva nelle vene: il suo un locale dove mangiare un cicheto, una mozzarella in carrozza, ma anche una frittura un risotto, un primo o un secondo della tradizione. A settembre, era ancora dietro il bancone con la moglie.

«Non abbiamo mai perso la speranza» racconta Monica. «Ci abbiamo creduto tutti, soprattutto lui, che amava moltissimo la vita». «L'oste era il suo lavoro, ce l'aveva dentro. Io l'ho sempre seguito, e ho poi scoperto che cucinare mi piaceva. Amava il suo lavoro, la convivialità, stare un mezzo alla gente: era un appassionato di vini, oli, cibo, sempre desideroso di inventare qualcosa di nuovo, di fare meglio». Non aveva hobby, tranne che stare con la sua famiglia: «Il suo tempo libero, eravamo noi, portarci fuori, divertirci». E quando aveva qualche minuto di risposo, leggeva. Non solo libri di cucina, era un appassionato di storia. In quest'ultimo periodo, ha continuato a lavorare da casa, chiamare le ditte pianificare il futuro anche senza di lui. «Ha lasciato scritte le cose da fare, i cambiamenti che aveva in testa, perché non stava mai fermo, aveva sempre nuove idee». Adesso, la moglie continuerà ogni giorno a lavorare per lui, per dare gambe al sogno che avevano insieme e che hanno sempre portato avanti in coppia. Nel lavoro e nella vita.
Lunedì sera il locale è rimasto chiuso, e lo sarà fino a lunedì prossimo. Sabato i funerali, si svolgeranno alle 11 nella chiesa di Carpenedo, poi un brindisi con le persone che gli erano più affezionate in osteria. «Lui ci teneva, avrebbe voluto così, gli sarebbe piaciuto. Voleva che andassimo avanti, con lui nel cuore».
Luca lascia anche i genitori, la mamma e il papà, che lo amavano sopra ogni cosa, e tanti parenti, che gli sono stati vicini.
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