Addio al partigiano Rumor Si è arreso soltanto al Covid

MESTRE

L’Anpi di Mestre gli rende omaggio: oggi una delegazione sarà al cimitero di Marghera per l’ultimo saluto. Il Covid-19 ha strappato alla vita anche Giuseppe Rumor, partigiano veneziano che aveva partecipato alla Repubblica partigiana dell’Ossola. Un irriducibile comunista. «Mio padre mi ha sempre detto che lui non aveva combattuto solo contro i Nazifascisti. Lui aveva combattuto per la rivoluzione», racconta il figlio Augusto. Il padre Giuseppe viveva a Campalto con l’altro figlio, Andrea. Tra tre mesi avrebbe compiuto 95 anni. «Nonostante gli acciacchi dell’età», racconta il figlio Augusto, «mio padre era sostanzialmente sano. Prima di Natale dopo aver saputo di alcuni casi di positività al villaggio Laguna aveva eseguito con mio fratello un tampone ed era emersa la sua positività. Dopo un paio di giorni a casa le sue condizioni sono peggiorate ed è stato ricoverato in ospedale. E da allora non abbiamo più potuto vederlo, neanche per un ultimo saluto». Oggi i figli Augusto e Andrea con le nipoti Silvia e Stella attenderanno la bara al cimitero di Marghera per una piccola cerimonia prima della cremazione. «Sulla bara posizioneremo la bandiera rossa, perché così voleva lui e niente cerimonia religiosa», precisa il figlio.

Nato a Venezia nel 1926 Giuseppe viene arrestato a quindici anni come persona turbolenta da un questurino fascista per avere protetto dei ragazzini. «Mio padre ce lo raccontava spesso: era intervenuto in difesa di un gruppo di persone che stavano chiedendo l’elemosina perché affamati e lo portarono nel carcere di Santa Marta non credendo al fatto che era minorenne», precisa Augusto. Nel 1944 renitente alla leva va con il fratello a Milano con l’intenzione di arruolarsi in un Gap. Indirizzato in val Sesia riesce miracolosamente a introdursi nella Repubblica partigiana dell’Ossola dove opera prima come infermiere e poi in una volante. Di fronte all’avanzata nazifascista con alcuni compagni si rifugia in Svizzera e ritorna in città dopo la Liberazione. Nei Gap entrarono tutti e tre i fratelli Rumor. Uno di loro Augusto morirà poi in uncampo di concentramento in Polonia.

Giuseppe Rumor una volta tornato a Venezia ha lavorato prima come bracciante, diventando il presidente dei coltivatori del mercato ortofrutticolo di Venezia. Successivamente ottenne il posto di portinaio nella grande sede Enel di piazzale Donatori di Sangue a Mestre. Una trentina d’anni fa la meritata pensione. Da sempre era un iscritto del Partito comunista italiano. La prima tessera nel 1943 durante la Resistenza, l’ultima nel 1988, l’anno della Bolognina. Poi passò con Rifondazione Comunista che ha lasciato quando ci fu l’appoggio al governo Prodi. —



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