Addio a frate Gianpietro aveva contratto il virus a un convegno religioso

Per 14 anni al convento del Redentore

Annove veneto. Il coronavirus non ha risparmiato il frate cappuccino Gianpietro Vignandel. Si è spento ieri all’età di 47 anni a Trento e fino all’ultimo è rimasto lucido, chiedendo notizie dei poveri che lui stesso assisteva presso la Mensa della provvidenza dei Cappuccini alla Cervara, e con cui aveva instaurato un rapporto fraterno da quando era stato trasferito da Venezia, città in cui ha esercitato la sua missione per 14 anni al Convento del Redentore.

Avrebbe contratto il virus a un convegno di carattere religioso cui avrebbero partecipato una sessantina tra sacerdoti e frati in Trentino: diversi di loro sono positivi. Secondo le statistiche il 47enne sarebbe il secondo religioso morto con il coronavirus in Italia: tre giorni fa il primo religioso scomparso è stato don Alessandro Brignore, parroco di Caggiano al centro del Vallo del Diano, lì dove il governatore Vincenzo De Luca ha disposto misure eccezionali di contenimento del virus. Apparentemente frate Gianpietro Vignandel del non soffriva di problemi di salute, e se ve ne fossero stati la famiglia non ne era a conoscenza. Il padre lo ha sentito il 14 marzo scorso, quando frate Gianpietro stava già male. «Aveva la febbre, ma soprattutto mi ha colpito una sua frase, “mi manca il respiro”», ha raccontato dalla sua casa nella frazione di Spadacenta, il padre del frate cappuccino Mario Vignandel, operaio in pensione, «questa è stata l’ultima volta che l’ho sentito».

A casa di Vignandel sono sopraggiunti alcuni amici a rincuorare il padre, la madre e la sorella. Verso sera, poco prima delle 18.30, ha bussato alla porta anche il sindaco di Annone Veneto, Victor Luvison. «Si tratta di una perdita gravissima per tutta la comunità», ha riferito il rimo cittadino, «la cosa che più mi angoscia riguarda lo stato di salute del frate prima della malattia: pare non soffrisse di disturbi particolari. Questo ci deve far riflettere sull’aggressività del virus. La comunità di Annone si è stretta nel dolore ai familiari del frate». L’ultima volta che frate Gianpietro aveva raggiunto la casa di Spadacenta è stato a Natale. Ogni volta che arrivava qui cercava il parroco perché voleva servire la messa. Negli anni dell’Azione Cattolicala sua prima preoccupazione era quella di partecipare alle funzioni religiose.

La sua vocazione l’ha convinto a scegliere di servire il Signore nei frati cappuccini e a fare voto di povertà. Anche sul web molti conoscenti hanno salutato commossi fra Vignandel. «Hai sempre servito i poveri, onore a te fra’ Gianpietro» è uno dei messaggi che più hanno attratto l’attenzione. Il responsabile del convento dei cappuccini di via della Cervara, Padre Massimo, ha commentato con dolore la notizia. «Era estremamente buono e aveva una grande capacità di ascolto. Era una persona stupenda».

In serata è arrivato un commento dell’arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi. «Voglio abbracciare la comunità cappuccina e rivolgere i miei pensieri a frate Gianpietro. In lui si è realizzato il Vangelo degli ultimi, Il suo testimone passa a noi, e dovremo riempire quel vuoto che lui ci ha lasciato». Secondo quanto si è appreso ieri a tarda sera la salma arriverà entro pochi giorni ad Annone Veneto. Si procederà quindi con la benedizione alla presenza dei familiari più stretti e alla successiva tumulazione. —

Rosario Padovano. © RIPRODUZIONE RISERVATA .

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