Abusi su nipote e amico la sentenza è definitiva nonno finisce in cella

mirano. I fatti contestati risalgono al 2009, quando l’anziano di 79 anni aveva raggiunto la famiglia del figlio per una vacanza. Era partito da Mirano per andare a Tivoli, in Lazio. E qui, secondo l’accusa, avrebbe abusato del nipote, allora 16enne, e di un suo amico di 13 anni. Un decennio dopo, conclusi i tre gradi di giudizio, la sentenza di condanna a cinque anni di reclusione è diventata definitiva. Così nei giorni scorsi i carabinieri di Mirano si sono presentati a casa dell’anziano per notificargli l’ordine di carcerazione ed accompagnarlo in cella a Santa Maria Maggiore a Venezia. Tenuto conto dell’età, tuttavia, il difensore del 79enne potrebbe presto chiedere una misura alternativa al carcere per consentire al suo assistito di espiare la pena in un contesto meno duro.

Gli abusi sul nipote e sull’amico erano emersi qualche tempo dopo, quando il 16enne si era confidato con il padre e gli aveva riferito di quelle attenzioni a sfondo sessuale che gli aveva riservato il nonno quando era arrivato a Tivoli per la vacanza. Attenzioni che forse in un primo tempo potevano essere scambiate per affetto, ma che poi si erano rivelati - secondo quanto raccontato dal ragazzo e poi accertato nel corso delle indagini - abusi sessuali. L’uomo aveva immediatamente sporto denuncia contro il suo stesso padre. Da lì erano scattate le indagini che hanno portato, dieci anni dopo, alla sentenza definitiva pronunciata dai giudici della Corte di Cassazione.

I primi due gradi del procedimento penale sono stati celebrati in Lazio, mentre la fase finale a Roma. Ed è quando il pronunciamento è passato in giudicato che è scattata la procedura dell’ordine di carcerazione. Per la notifica del provvedimento sono stati coinvolti i carabinieri di Mirano che hanno avuto il compito di suonare al cancello dell’anziano e comunicargli la necessità di raccogliere le sue cose ed andare in carcere. —

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