Abolito lo scuolabus cinquanta bimbi a piedi

SPINEA. Cinquanta bambini a piedi, la soppressione dello scuolabus a Spinea fa infuriare i genitori dei quartieri più periferici. Anche perché i servizi sostituivi, individuati dal Comune nel car-pooling, nella circolare urbana e nel Pedibus, non piacciono a tutte le famiglie. Giovedì sarà resa dei conti in Consiglio comunale: in aula, alle 19.30, arriva una mozione unitaria di tutte le minoranze, centrodestra e 5 Stelle, che chiede alla giunta di tornare sui propri passi.
«Penalizzati soprattutto gli alunni di Crea, Fossa, Rossignago e Fornase», denunciano i consiglieri Claudio Tessari, Franca Zamengo, Elia Carraro, Mauro Armelao, Massimo De Pieri e Stefania Mazzotta, «in pratica non vengono garantite a tutti gli alunni della scuola pari opportunità per raggiungere i plessi scolastici, che in termini di legge significa ledere il diritto allo studio di alcuni. Sindaco e giunta trovino una soluzione subito, per aiutare le famiglie più in difficoltà nel trasportare i figli a scuola, garantendo anche a loro il servizio di trasporto ì secondo quanto previsto dalla legge. Si riveda l’intero sistema di trasporto scolastico per garantire un servizio stabile nel medio e lungo periodo, considerando che la popolazione scolastica cambia ciclicamente e con essa le esigenze e le difficoltà delle famiglie». Dal Comune, però, non c’è alcuna intenzione di tornare allo scuolabus: «Costava 50 mila euro l’anno, cioè mille euro a bambino», afferma l’assessore all’Istruzione Loredana Mainardi, «con tutta la buona volontà è troppo, soprattutto di questi tempi. Abbiamo preferito non tagliare su sociale e buoni mensa, garantendo comunque una rosa di servizi di trasporto alternativi che non lasciano a piedi nessuno. A meno che non li si rifiuti tutti». Giovedì Mainardi spiegherà che il car-pooling è solo all’inizio: coinvolge per ora cinque equipaggi per oltre 10 alunni e l’obiettivo è allargare la partecipazione negli anni.
«Anche l’utilizzo della circolare GiroSpinea copre le zone più periferiche e abbiamo garantito la presenza di un nonno vigile in ogni bus, anche fosse per un solo alunno. Per ora lo utilizzano in tre per le elementari, una decina per le medie. In più garantiamo un servizio di trasporto particolare per le fasce deboli, bambini con disabilità e famiglie a basso reddito e un servizio di pre-scuola e post-scuola per non legare i trasporti agli orari di inizio e fine lezioni».
Filippo De Gaspari
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