Alla scoperta di Venezia con i Google Glass

I futuristici occhiali dotati di app “Ok Venice” forniscono informazioni sui monumenti inquadrati e i percorsi turistici

VENEZIA. «Io sceglievo i migliori tessuti», «Io le spezie», «Io incassavo i contanti». I tre fratelli greci Sandi, Afani e Rioba riemergono dal medioevo e raccontano così, in prima persona, un po' a fumetti, la loro storia. Il progetto pilota “Ok Venice” sfrutta l'innovativa tecnologia dei Google Glass (il marchio che ha scelto Luxottica come partner commerciale) per dare voce a queste tre statue che si trovano a Venezia, a Cannaregio, sul lato est del Campo dei Mori. Questa zona del centro storico, un po' lontana dai classici percorsi turistici, è stata scelta per provare sul campo le potenzialità di una guida turistica interattiva davvero originale. Si chiama “Ok Venice” ed è un'applicazione sviluppata per i Google Glass: consente di visitare la città stando naso all'in sù, con il bagaglio della conoscenza in soli 50 grammi, scoprendo curiosità e cenni storici a colpi di swipe e tap (parole che sono già da tempo nel vocabolario geek).

Questo progetto è stato sviluppato in sinergia da Mubo e Vidiemmeconsulting. La prima è una start up che si occupa di editoria digitale. La seconda opera nel campo dell'innovazione con un focus particolare nello sviluppo di applicazioni per wearable device (dispositivi indossabili). Dopo un primo incontro alla Milano Book Fair, in meno di un anno, “Ok Venice” è già pronta per l'uso: «Si tratta di un'esperienza demo-prototipale» precisa Irene Angelopulos fondatrice di Mubo «per un prodotto (i Google Glass) che non è ancora sul mercato ma che potrà avere un ruolo importante nel campo della visita museale e delle città d'arte. Ok Venice è una guida che intende accompagnare il visitatore offrendo occasioni di meraviglia. Consente di visitare, esplorare, conoscere».

I contenuti sono stati curati da Paola Zoffoli. Indossare i Google Glass significa mantenere sempre aperta, in alto a destra, una finestra sul mondo virtuale: da qui si ottengono le indicazioni sul percorso da affrontare e si leggono le informazioni sui monumenti inquadrati. Alla presentazione, blogger ma anche referenti istituzionali di numerose fondazioni e associazioni: con Ok Venice e i Google Glass si traccia un anello di congiunzione tra le nuove tecnologie e la fruizione culturale, tra il patrimonio storico-artistico e nuove forme di storytelling emozionale. In un futuro che non è troppo lontano, anche i muri, le statue, i monumenti e le opere d'arte potranno finalmente parlare.

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