Via al Contorta, il decreto non si trova

Casson (Pd): «Ho chiesto al governo, non ha risposto: la procedura sarebbe a rischio». Depositato il progetto De Piccoli
Di Alberto Vitucci
Interpress/Mazzega Vitucci Venezia, 29.04.2014.- Grandi Navi, Passaggio della Costa Fascinosa, ieri alle ore 18.00, in Bacino San Marco.-
Interpress/Mazzega Vitucci Venezia, 29.04.2014.- Grandi Navi, Passaggio della Costa Fascinosa, ieri alle ore 18.00, in Bacino San Marco.-

Il decreto del governo per l’avvio della procedura di Via del progetto Contorta non si trova. Dunque, il groviglio aumenta. La denuncia è del senatore Felice Casson, primo firmatario di una mozione al governo perché sia rispettata la par condicio nell’esame di tutte le soluzioni alternative per le grandi navi, senza privilegiare il progetto dello scavo del nuovo canale. «Ho chiesto venerdì al ministero dell’Ambiente e al sottosegretario Delrio di avere copia della documentazione», dice Casson, «ma il decreto non si trova. Questo potrebbe inficiare l’intera procedura». Perché intanto la macchina si è messa in moto. Il progetto presentato dall’Autorità portuale («Adeguamento del canale Contorta Sant’Angelo, via acquea di accesso alla Stazione Marittima) è già stato iscritto tra quelli da esaminare. E da ieri lo è anche l’altro progetto, il Venice Cruise 2.0 di Cesare De Picoli-Duferco, che propone di allestire un nuovo terminal in bocca di Lido, davanti all’isola artificiale del Mose.

All’assessorato Ambiente del Comune sono già arrivate le carte del Contorta e i tecnici si stanno preparando a rispondere sulla base delle valutazioni tecniche degli uffici che hanno consultato anche l’Istituto di Idraulica dell’Università di Padova. Il parere tecnico dovrà essere ratificato dal Consiglio comunale, in questo caso il commissario Vittorio Zappalorto, e spedito al ministero entro il 17 ottobre. Procedure previste dalla Legge Obiettivo che secondo il presidente del Porto Paolo Costa sono state autorizzate dalla Conferenza Stato-Regioni. Anche qui è in corso un braccio di ferro giuridico. La prima osservazione pervenuta al ministero, firmata dall’esperta di Via Andreina Zitelli, sostiene che quella procedura è «illogica e illegittima», non potendosi giustificare con procedure straordinarie interventi che non hanno nulla a che vedere con la sicurezza di quel canale.

Intanto le iniziative si moltiplicano. Sarà discussa nei prossimi giorni, oltre a quella del Senato (primo firmatario Felice Casson) anche la mozione presentata alla Camera dall’ex ministro dei Beni culturali Massimo Bray, che la ricalca in buona parte. E chiede al governo di garantire l’esame comparato delle varie soluzioni, senza procedure speciali. Le firme raccolte sono una trentina, quasi tutti deputati del Pd. In testa quella del presidente del partito, Matteo Orfini, l’ex ministro Maria Chiara Carrozza, la trevigiana Floriana Casellato. Fino ad ora nessuno dei parlamentari veneziani del Pd ha sottoscritto l’appello. Battaglia a colpi di mozioni e di procedure che si interseca con la corsa politica per le amministrative. Intanto il presidente Costa ha raccolto la sfida e annunciato per lunedì prossimo in sala San Leonardo la presentazione pubblica del suo progetto di scavo.

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