Grandi navi: stop a San Marco, via libera al canale di Contorta

VENEZIA. Fuori le grandi navi da più di 40mila tonnellate dal bacino di San Marco, sì alla valutazione di impatto ambientale per lo scavo del canale di Contorta, la nuova "strada" che i colossi da crociera dovranno seguire per arrivare alla stazione marittima. Lo ha deciso la riunione del governo allargata ai rappresentanti delle istituzioni regionali e locali di Venezia. Ne dà notizia Zaia con un tweet.
#Grandinavi: decisione unanime, navi oltre 40 mila t fuori da bacino #SanMarco e canale #Giudecca http://t.co/H6CN9XnYKv
— Luca Zaia (@zaiapresidente) 8 Agosto 2014
Il Porto festeggia, e così la crocieristica. Ma i comitati gridano al “blitz di agosto”. «Non accetteremo l’approvazione di nuove grandi opere distruttive come lo scavo del canale Contorta». Dopo mesi di tira e molla il governo ha deciso. Oggi a mezzogiorno il sottosegretario del premier Renzi, Graziano Delrio, presiederà il suo secondo Comitatone dedicato alle grandi navi, prima volta senza il sindaco di Venezia. Blitz di agosto perché la convocazione è arrivata a sorpresa, a insaputa di molti. E della stessa sottosegretaria ai Beni culturali Ilaria Buitoni Borletti, da sempre molto ferma scontro le grandi navi in laguna, che non è stata nemmeno invitata.
«Ci va il ministro, ma su questo tema non ci sono divisioni», assicurano al ministero. Soddisfatto il Porto, che da mesi chiede una decisione che eviti l’esodo delle compagnie delle crociere a Trieste. Cosa succederà oggi? Difficile che il governo possa forzare e mandare avanti una sola delle ipotesi alternative presentate (il Contorta). Più probabile che si decida di sottoporre a Valutazione di Impatto ambientale il progetto dello scavo del nuovo canale voluto dal Porto, e con esso gli altri progetti sul tavolo. Procedura che il Comune e il Senato, nell’ordine del giorno approvato in febbraio, aveva chiesto «autonoma e trasparente». Probabile che il Comitatone autorizzi anche la prosecuzione del progetto off shore, grande opera da tre miliardi di euro voluta dal Porto per spostare in mare le grandi navi portacontainer e le petroliere. E ascolti le istanze che vengono da tempo da Ca’ farsetti per ripianare il bilancio e cercare fondi per la manutenzione.
«Speriamo che si ponga fine a questo stato di incertezza per le imprese e i lavoratori», dice il presidente di Unindustria Matteo Zoppas, «e si tolgano i limiti al transito delle grandi navi». Italia Nostra si dice pronta alla battaglia. La riunione di oggi, voluta dal premier Renzi e convocata dal sottosegretario Delrio, si configura come una seduta del Comitatone. La convocazione inviata ieri a tutti gli enti che ne fanno parte parla di «ex articolo 4 della legge 798 del 1984». Dunque oggi a palazzo Chigi ci saranno il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e i suoi colleghi dell’Ambiente (Luca Galletti) e dei Beni culturali (Dario Franceschini), ma anche il presidente della Regione Luca Zaia e la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, i sindaci dei comuni di Mira, Cavallino, Chioggia e Jesolo. E per il Comune di Venezia, il commissario Vittorio Zappalorto e il diretteore generale Marco Agostini. Ci saranno anche il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa e quello del Magistrato ale Acque Roberto Daniele. Questione intricata, di cui si parla da almeno due anni e mezzo. Dopo il disastro della Costa Concordia il decreto Clini-Passera (governo Monti) che prevedeva di allontanare dalla laguna le navi di stazza superiore alle 40 mila tonnellate. Sospeso in attesa di “alternative”. Le alternative non sono mai partite.
I progetti preliminari sono stati esaminati dalla commissione “Via” del ministero per l’Ambiente, che aveva espresso un parere negativo sul Contorta, positivo sul nuovo terminalo passegger a San Nicolò. Ma adesso i progetti sono stati modificati, e l’iter potrebbe ripartire. «L’importante è che si decida, altrimenti le compagnie se ne vanno», ripete il presidente Costa. Sul fatto che le grandi navi non debbano più passare davanti a San Marco sono d’accordo tutti. Tanto che l’appello firmato da artisti e comitati privati di tutto il mondo e inviato a Renzi è stato condiviso dallo stesso Costa. La scelta però adesso dovrà interessare le alternative. Per salvare San Marco, dicono i comitati, non si può distruggere la laguna.
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