Ecomafie, Bettin: «L’osservatorio deve essere salvato»
Dopo l’operazione del Ros dei Carabinieri che ha portato all’arresto, nel quadro di un’indagine tra Calabria, Veneto e Francia, di numerose persone per associazione mafiosa e traffici illeciti nel campo dei rifiuti, tra le quali un imprenditore del settore di Pianiga già coinvolto in passato in analoghe vicende, l’ex assessore all’Ambiente del Comune di Venezia lancia un appello al commissario Zappalorto. «Pur nel quadro della necessaria rivisitazione della spesa, predisponendo il Bilancio di previsione 2014, non faccia venir meno il sostegno all’Osservatorio Ecomafie- Ambiente e legalità, meritoria struttura, che affianca la pubblica amministrazione in un compito irrinunciabile», scrive Bettin in un comunicato diffuso ieri.
L’operazione del Ros dei carabinieri, spiega il politico, «conferma la realtà delle infiltrazioni e, anzi, delle consolidate presenze di stampo mafioso (in questo caso, della ‘ndrangheta) nell’area veneta e veneziana. È perciò necessario che le amministrazioni locali e regionale rafforzino il proprio impegno in questo campo a fianco della magistratura e delle forze dell’ordine». L’ex assessore ricorda l’impegno dell’Osservatorio, promosso da alcuni anni dal Comune di Venezia e da Legambiente, che «proprio di queste inquietanti presenze mafiose si occupa sistematicamente, con denunce documentate e suggerendo provvedimenti e attivando antenne di attenzione ai territori e ai settori economici più a rischio». Interessante il recente lavoro del Dossier sui rifiuti al Porto di Venezia, con l’analisi delle rotte dei rifiuti in provincia di Venezia che permette di tenere sotto controllo un fenomeno su cui sono oramai numerose le indagini della magistratura che confermano che il business dei rifiuti spesso sia in mano ad aziende collegate ad organizzazioni criminali anche a Nordest. Da qui l’appello a Zappalorto.
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