Un’ invasione di 2300 barche una festa di popolo a remi

Scommessa vinta. Festa a Venezia per oltre 2.300 imbarcazioni e 8.000 regatanti. La Vogalonga, edizione numero 40, ha battuto tutti i record.
Nonostante gli organizzatori avessero bloccato il numero delle barche a 2.100, molti equipaggi, per lo più stranieri, si sono presentati ugualmente ieri mattina alle 8.30, alla partenza della Salute. E il team di Rosa Salva, proprio per non rovinare la festa a chi era arrivato in città a prezzo d’innumerevoli sacrifici, non ha saputo dire di no. La guardia costiera ausiliaria ha vigilato sui punti cruciali del percorso. E fra questi uno era costituito dalla strettoia del ponte dei Tre Archi, dove negli ultimi due anni, si erano verificati ingorghi pazzeschi.
Vogalonga senza pettorale. E così oltre 200 barche hanno solcato lo stesso, senza pettorale, i trenta chilometri, dalla Salute, dopo il tradizionale colpo di cannone e l’alzaremi, il Bacino di San Marco, percorrendo i canali delle Navi, Bissa e Passaora. Si sono aggiunti alle 2.100 imbarcazioni e agli 8.000 regatanti che da tempo si erano garantiti la preziosa iscrizione. Hanno raggiunto Burano, Mazzorbo, Murano e da qui, passando per il canale di Tessera, sono tornati a Venezia attraverso il rio di Cannaregio, la parte più spettacolare della manifestazione, dove la gente, nonostante il caldo e l’umidità infernali (32 gradi al sole con un tasso di umidità di oltre l’80%), si è assiepata per applaudire i kayak, gli jole, i dragon boat, le imbarcazioni fluviali di olandesi, austriaci, ungheresi, francesi (la spedizione straniera più numerosa) e tedeschi per non parlare, infine, delle classiche imbarcazione veneziane, dalla mascarete alle caorline, dalla dodesona alla disdotona, dai gondolini ai sandoli.
Il primo al traguardo. A tagliare per prima il traguardo della Salute, alle 10.30, dopo poco meno un’ora e mezza, è stato una jole con otto vogatori, che hanno impresso alla loro Vogalonga un ritmo pazzesco. Solo una curiosità perché, da quarant’anni a questa parte, alla Vogalonga la cosa più importante è arrivare al traguardo godendosi un percorso unico al mondo. L’ultimo, invece, a transitare all’arrivo, poco prima delle 15, è stato un dragon boat.
Incidenti ridotti al minimo. Le favorevoli condizioni climatiche e le accortezze messe in campo dagli organizzatori, supportati dalle forze dell’ordine, hanno fatto sì che gli incidenti fossero ridotti al minimo. L’unico di un certo rilievo è stato quando, sul canale di Sant’Erasmo, una jole è andata a urtare su un palo sommerso. L’equipaggio, composto da quattro regatanti, è stato subito soccorso dalla guardia costiera ausiliaria e dai vigili del fuoco. Nessuna conseguenza per le persone a bordo, tranne che un bagno fuori programma in laguna. Purtroppo per loro, la Vogalonga è terminata in anticipo.
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