L'indagine ambientalista: «Servono filtri ai fumi neri delle navi»

Lo studio ambientalista: obbligo di carburanti a basso contenuto di zolfo e di filtri antiparticolato. Appello a Renzi delle categorie economiche: «Non toccate la Marittima»
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi a Londra al termine dell'incontro nell'ambasciata italiana a Londra con un gruppo di rappresentanti del mondo della finanza..ANSA/ Tiberio Barchielli-Filippo Attili-PRESIDENZA DEL CONSIGLIO/ ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY. NO ARCHIVES ++ .
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi a Londra al termine dell'incontro nell'ambasciata italiana a Londra con un gruppo di rappresentanti del mondo della finanza..ANSA/ Tiberio Barchielli-Filippo Attili-PRESIDENZA DEL CONSIGLIO/ ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY. NO ARCHIVES ++ .

VENEZIA. Obbligo di carburanti a basso contenuto di zolfo. E filtri antiparticolato nei camini delle navi e dei vaporetti. Sono le due richieste che i comitati “No Grandi Navi” e Ambiente Venezia hanno inviato al premier Matteo Renzi, in vista del comitatone di domani a Roma. «Per noi le navi devono andare fuori dalla laguna», ha detto il docente di Economia di Ca’ Foscari Giuseppe Tattara, «ma intanto i veneziani e i turisti hanno diritto a respirare un’aria pulita». Tra i responsabili dell’inquinamento dell’aria, secondo i comitati, ci sono le emissioni delle grandi navi. E ieri in municipio sono stati presentati gli studi e le proposte di Nabu, l’organizzazione europea che ha lanciato il programma “Clean air port”, “Aria pulita nei porti”. Il ricercatore Axel Friedrich con un gruppo di volontari si è munito di rilevatore geyser e ha misurato domenica pomeriggio la quantità di particelle sottili (Pm 2,5) presenti nell’aria della laguna al passaggio delle due grandi navi Msc Fantasia e Costa Magica.

«I vaporetti in qualche modo inquinano più delle navi», ha esordito il professore. Spiegando che, ovviamente, il numero dei mezzi Actv e grande, la loro presenza continua e capillare in città. Ma quando passano le grandi navi «il picco raggiunge una quota di 160 mila particellle per centimetro cubo», quasi dieci volte il massimo consentito. Che fare? L’esponente di Nabu spiega cosa si è fatto a Berlino e in altri porti tedeschi. «I combustibili usati dalle navi», ha detto ieri Friedrick, «sono altamente inquinanti perché composti di olio combustibile pesante, un carburante che sulla terra dovrebbe essere smaltito come rifiuto pericoloso. L’olio può contenere percentuali di zolfo 3500 volte superiori a quelle del gasolio per auto, e le navi non hanno alcun filtro».

Vengono emesse nell’aria e sparse nel territorio sostanze pericolose come il nerofumo, i biossidi di zolfo e gli ossidi di azoto». Carburanti puliti, dunque. Imposti dalle autorità sanitarie e non lasciati alla «volontarietà». E filtri speciali che possano abbattere le sostanze pericolose. Per un vaporetto il filtro costa circa 5 mila euro. Per una nave da crociera arriva a quasi un milione di euro. «Un costo che le compagnie potrebbero sostenere sui circa 375 milioni di euro per costruire una nuova nave. Ma che poi potrebbe rientrare come pubblicità positiva». «L’importante», ha detto Tommaso Cacciari, «è che a pagare siano coloro che inquinano e non coloro che respirano l’aria sporca, siano essi veneziani o turisti». Insieme all’allarme per «l’emergenza fumi» i comitati hanno inviato al premier Renzi un appello affinché la questione delle grandi navi sia risolta al più presto.

«Lasciando le Grandi navi fuori della laguna e evitando lo scavo di nuovi canali, che sarebbe deleterio per l’equilibrio lagunare già compromesso da erosione e opere sbagliate negli ultimi cinquant’anni». No al Contorta, dunque. E nemmeno al canale “retroGiudecca”, il canale proposto da Vtp che trasformerebbe la laguna in un tratto di autostrada. Al premier Renzi hanno scritto ieri anche le categorie economiche veneziane. Come già avevano fatto alla vigilia del vertice interministeriale di due mesi fa industriali, sindacati e associazioni di categoria hanno sottoscritto un documento comune che hanno inviato al capo del governo.

«Le istituzioni locali non hanno ritenuto di considerare le istanze che rappresentiamo», attaccano i rappresentanti di categoria, tra cui il presidente di Unindustria Matteo Zoppas, il presidente della Camera di commercio Giuseppe Fedalto e quelli di artigiani e commercianti, esponenti di Cgil, Cisl e Uil. La preoccupazione espressa insieme da industriali e rappresentanti dei lavoratori è quella che si arrivi a una «sospensione delle attività croceristiche senza aver individuato una soluzione strutturale definitiva». Lo stesso motivo per cui Vtp appoggiata dalle aziende portuali aveva presentato un ricorso al Tar contro la riduzione dei passaggi in canale della Giudecca ordinata dalla Capitaneria, accolto dal Tar. «Disposti alle alternative», dicono, «ma la centralità della Marittima non può essere messa in discussione».

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