Sciopero, disagi in città L’Usb: «Actv sfiduciata»

Un’altra giornata di passione, ieri, per chi si è azzardato a prendere l’autobus o il vaporetto per spostarsi in città, ed è incappato nell’ennesimo sciopero. Il comune di Venezia è la a roccaforte veneta del sindacato di base Usb, soprattutto tra i lavoratori del trasporto pubblico locale, cioè l’Actv.
Ieri al termine di un’intera giornata di sciopero nazionale dichiarata , in solitudine, l’ Usb veneziana ha cantato vittoria. Di umore diverso turisti e cittadini che non sapevano dello sciopero e hanno atteso inutilmente, in una grigia giornata di pioggia, alle fermate Actv in terraferma e in centro storico. Più di qualcuno si è lamentato della mancanza di avvisi più «evidenti e multilingue», ma la direzione di Actv risponde di aver distribuito e affisso dappertutto i suoi consueti avvisi di sciopero con tanto di tabelle degli orari delle corse garantite. «Purtroppo, stiamo assistendo ad un decadimento generale del servizio offerto ai cittadini ed una conseguente perdita di diritti e di salario dei lavoratori, per questo la media dell’adesione allo sciopero è stata anche questa volta molto alta» ha spiegato Giampietro Antonini dell’Usb veneziana «Tra il personale nelle corse degli autobus urbani a Mestre l’adesione è stata del 75 %, con una punta del 90 % al deposito Nord nel quartiere Pertini e del 50 % nel deposito Sud di via Fratelli Bandiera. Nel servizio navigazione a Venezia l’adesione tra i personale dei vaporetti è stata del 60 %».
«Si tratta di numeri» aggiune Antonini «che confermano, ancora una volta, la loro sfiducia non solo nella direzione aziendale che continua ad aumentare i biglietti e a tagliare corse e servizi, comprese quelle del gira città, ma anche nei sindacati confederali che hanno firmato l’accordo aziendale capestro, contro cui ora abbiamo fatto ricorso alla corte d’Appello, hanno firmato nell’ottobre scorso e poi approvato in assemblea con soli 5 voti di differenza». L’Usb ha già in programma altre iniziative di protesta per il 18 e il 19 febbraio prossimi sia a Venezia che a Mestre, in concomitanza con l’udienza della Corte d’Appello del tribunale del Lavoro di Venezia che si pronuncerà sul ricorso fatto da questo sindacato contro « i vizi e le irregolarità tali da invalidare il risultato del referendum promosso tra i dipendenti Actv n a fine ottobre 2013 a seguito dell'accordo sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal, ma non dai delegati aziendali dell’Usb». Il bilancio con le stime dello sciopero rese note ieri sera dalla direzione Actv non si discostano di molto da quelle dell’ Usb. Nel servizio automobilistico, l’adesione dei lavoratori allo sciopero per Actv è stata del 75.5%; del 73,3 % nel servizio del tram a Mestre e del 55 % nella navigazione a Venezia. Dal canto suo, Valter Novembrini, segretario veneziano della Filt-Cgil – che ha indetto uno sciopero nazionale per il 5 febbraio prossimo insieme agli altri sindacati confederali – precisa che «il taglio delle corse di Gira Città non è previsto dall’accordo sottoscritto da noi in ottobre scorso con il via libera della maggioranza dei lavoratori di Actv, non a caso porremo anche questo problema al sindaco Orsoni nell’incontro già fissato per i l27 febbraio prossimo in municipio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








