Merci e taxi, sciopero sospeso accordo raggiunto con il Comune

Fine dello sciopero. Accordo Comune-trasportatori, tregua con i motoscafisti. L’agitazione del trasporto – per la prima volta merci e taxi insieme – è stata sospesa ieri pomeriggio, dopo la firma dell’accordo tra assessorato alla Mobilità e le associazioni di categoria del trasporto merci Confartigianato, Ascom, Ance, Api, Legacoop. Cinque punti «integrativi» che secondo l’assessore Ugo Bergamo non modificano la sostanza dell’ordinanza, che resta comunque in vigore. Ma consentono ai trasportatori di muoversi meglio nell’area di Rialto. Le novità, messe a punto nella tarda sera di giovedì in un incontro tecnico tra le categorie e il direttore generale Marco Agostini, riguardano soprattutto il transito delle barche merci. Non sarà più vietato sotto il ponte di Rialto, ma sarà a senso unico tra il rio del Fontego dei Tedeschi e il rio di San Salvador dalle 11.30 alle 14.30 (per il trasporto in conto proprio dalle 11.30 alle 12.30 per barche con larghezza fino a 2,60). Il pontile della Cerva, definito «strategico» dai trasportatori, sarà lasciato libero nella stessa fascia oraria, consentendo il completamento delle operazioni di scarico. Saranno istituiti due nuovi pontili davanti a Ca’ Farsetti senza limitazioni orarie, con nuovi punti si carico-scarico oggi utilizzati da Veritas nei rii laterali, a San Giuseppe, San Zulian, rio della Guerra e rio della Fava. L’ordinanza infine sarà valida tre mesi e nel frattempo sarà istituito un tavolo tecnico per verificarne l’efficacia.
la prima riunione, ha annunciato ieri il sindaco, è stata convocata per il 26 novembre. «Sono molto soddisfatto», commenta l’assessore Bergamo, «perché l’accordo consente di andare avanti sulla strada della razionalizzazione del trasporto e della sicurezza, senza stravolgere l’ordinanza. È un accordo fatto nell’interesse della città». «Alla fine il buon senso ha prevalso, da tutte le parti», commenta il segretario della Confartigianato Gianni De Checchi, «abbiamo ottenuto delle buone aperture e dimostrato che la protesta era fatta nell’interesse della città».
Si ferma dunque l’agitazione, che anche ieri mattina aveva fatto registrare momenti di alta tensione. Una barca in servizio di Venezia Turismo era stata inseguita in Canal Grande da un gruppo di scioperanti. Altri giovani di Alilaguna (l’azienda pubblico privata tra i bersagli preferiti dei motoscafisti) minacciati ad alta voce. Il prefetto Domenico Cuttaia, dopo aver precettato i motoscafisti in sciopero, aveva annunciato ieri anche la precettazione del trasporto merci, fissando un limite di cinque giorni. Non ce n’è stato bisogno, perché lo sciopero è rientrato. I motoscafisti sono stati invece segnalati dalla Prefettura alla commissione di garanzia per aver prcolamato secondo gli uffici del governo una «agitazione illegittima».
Adesso il fronte della protesta si è rotto. Perché i trasportatori hanno ottenuto ciò che chiedevano, i tassisti e i noleggiatori ancora no. L’assessore ha confermato la linea dura, anche se in mattinata il sindaco incontrando gli scioperanti si era detto disposto ad aprire anche con loro un tavolo di trattative a partire dal 26 novembre. Adesso si fanno i bilanci dell’agitazione, che ha mobilitato centinaia di operatori per quasi tre giorni. «Se non facevamo sciopero non ci avrebbero ascoltato», dicono a una voce i manifestanti. Bergamo è di diverso parere. E dopo la contrapposizione frontale delle ultime ore si è arrivati alla trattativa, andata a buon fine. Scioperi sospesi e fasce orarie modificate, qualche pontile in più. L’emergenza traffico, in novembre poco visibile, si ripresenterà a primavera.
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