Taxi e trasporto merci Domani scatta il blocco

Sciopero congiunto di trasportatori e taxisti. Il fronte della protesta perde per strada i gondolieri ma annuncia «lotta a oltranza» contro l’amministrazione Orsonie i suoi «26 punti» per la sicurezza in Canal Grande. Ieri al termine di una infuocata assemblea all’hotel Amadeus le associazioni di categoria hanno proclamato sciopero per domani. Inutile il tentativo di mediazione avviato in mattinata dalla Prefettura. I taxisti e i noleggiatori hanno confermato lo sciopero: secondo il prefetto si tratta però di «azioni di protesta illegittime», perché annunciate dopo la proclamazione dello sciopero nazionale di venerdì 15. «Ne informeremo la Commissione di Garanzia», recita una nota della Prefettura, «per le successive determinazioni, a cominciare dall’adozione di provvedimenti sanzionatori di natura pecuniaria e l’eventuale adozione dei provvedimenti previsti dalla legge 146 del 1990 a tutela dei dirtti costituzionalmente garantiti».
Lo sciopero, le cui modalità saranno decise nei dettagli solo stamattina, prevede il blocco totale del servizio di taxi e noleggio, pur garantendo il trasporto «sociale» per anziani, portatori di handicap e malati e il servizio notturno dalle 22 alle 6 e dalle 4 alle 8. Totale e a oltranza, a differenza dei motoscafisti a cui è stato vietato, lo sciopero dei trasporti. Saranno garantiti solo il latte e i farmaci. «Saranno anche controllati gli accessi alla città», si legge in una nota firmata dalle cooperative taxi e dalle associazioni del trasporto (Legacoop, Apindustria, Ascom, Cna, Confartigianato, Ance), «per impedire forme di trasporto abusivo». «È la quarta volta che blocchiamo i trasporti», dice Giovanni Grandesso presidente di categoria, «e non è cambiato nulla. Decisioni calate dall’alto, in fretta, senza coinvolgere chi sull’acqua lavora». I provvedimenti che interessano il trasporto merci sono in realtà minimi, il divieto di scarico a Rialto dalle 11 alle 14.30. Ma la mancata soluzione dei problemi di anni ha esasperato la categoria. Così per i motoscafisti. «Non è vero che non vogliamo regole», dice il portavoce Silvio Dal Zennaro, «ma perché le regole non sono per tutti? Ad Actv raddoppiano i pontili, così per Alilaguna. I gondolieri non hanno obbligo di Gps. Eppure l’inciedente di agosto ha coinvolto gondola e vaporetto, non certo i taxi». Proteste dura, che si fermerà solo quando sindaco e assessore riconvocheranno i dimostranti per «sedersi a un tavolo». «Lo abbiamo già fatto», sbotta l’assessore. Il Consiglio comunale gli ha dato ragione, nel giorno della protesta a Ca’ Farsetti. Il braccio di ferro è destinato a continuare.
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