«Indagare sui restauri e sulla manutenzione»

Salvatore Russo, docente allo Iuav: «Se le pareti sono rimaste in piedi verificare gli ancoraggi del tetto, anche le infiltrazioni d’acqua possono aver contribuito»
Di Alberto Vitucci
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 02.10.2013.- Crollo tetto della Chiesa della Csa di riposo Carlo Steeb. Alberoni, Lido.
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 02.10.2013.- Crollo tetto della Chiesa della Csa di riposo Carlo Steeb. Alberoni, Lido.

«Non ho visto il malato e non posso fare una diagnosi precisa. Ma in questi casi di crollo improvviso e fragile le cause sono spesso correlate alle procedure degli ultimi restauri strutturali, se ci sono stati. E poi naturalmente alla manutenzione e alle modalità degli ancoraggi del tetto alla parete». Il professor Salvatore Russo, ingegnere e docente di Scienza delle Costruzioni all’Iuav, uno dei maggiori epserti di statica degli edifici, prova ad abbozzare qualche ipotesi sul crollo della struttura. Che mai aveva dato segni di criticità prima dello schianto. Crollo improvviso e inatteso, quello del tetto della chiesa all’Istituto Carlo Steeb degli Alberoni. Per una pura fatalità non ci sono state vittime, dal momento che da poco era terminata la «messa dei Nonni» con la partecipazione di decine di ospiti, quasi tutti anziani.

Il colosso è andato in frantumi in pochi secondi. Le pareti in calcestruzzo sono rimaste in piedi, all’interno è crollato integralmente il tetto. Copertura in mattoni, con evidenti rinforzi in cemento armato.

«In questi casi», dice Russo, «si parla appunto di crollo improvviso e fragile. Evento inatteso, con cause che vanno quasi certamente fatte risalire alle modalità degli ultimi restauri, se ci sono stati di recente». Compito dei vigili del fuoco, degli esperti e dei periti nominati dal Tribunale sarà adesso quello di verificare in quali punti la struttura portante del tetto abbia ceduto. Le travi di «ammorsamento» alle pareti, rimaste quasi integre, gli ancoraggi in ferro e cemento. La base su cui poggiava il tetto insomma ha ceduto senza preavviso. Altre cause potrebbero riguardare la mancata manutenzione di un edificio che risale agli anni Cinquanta, restaurato di recente. E poi le infiltrazioni d’acqua, che potrebbero aver contribuito a «consumare» gli appoggi.

Il problema vero, che riguarda il nostro Paese, scandisce Russo, «è proprio la mancanza di risorse per la manutenzione diffusa e gli scarsi controlli, in particolare sugli edifici pubblici». Gli edifici destinati al culto, come quelli militari, godono anche di deroghe e normative particolari. Quando è il momento di inaugurare le presenze sono numerose. I più anonimi controlli di manutenzione, invece, spesso vengono trascurati. Sarà questo uno dei punti che l’inchiesta dovrà stabilire per accertare eventuali responsabilità. La struttura ospedaliera del Carlo Steeb, di proprietà dell’istituto religioso, era stata acquistata dall’Asl 12 nel 2008, quando direttore generale era ancora Antonio Padoan. A quello scopo era stata costituita una società patrimoniale, la Venezia servizi srl, a cui l’Asl aveva affidato anche numerosi servizi immobiliari, ma anche di riscossione affitti e di formazione, corrispondendole nel 2010 una somma di un milione e 200 mila euro.

La presidenza era stata affidata a Maria Alessandra Massei, dirigente dell’Asl 12 molto vicina a Comunione e Liberazione, poi coinvolta nello scandalo delle tangenti per la sanità lombarda della Fondazione Maugeri e della giunta Formigoni. L’acquisto dello Steeb rientrava nel più ampio disegno, oggi ormai fallito, della vendita e della trasformazione dell’Ospedale al Mare, con lo spostamento dei servizi agli Alberoni. Adesso arriva il crollo della chiesa, che pure non era mai stata inserita tra le strutture fatiscenti.

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