Grandi navi, il Porto non ci sta: «No a Marghera, serve un nuovo canale»

VENEZIA. Il Comitato Portuale di Venezia riunito in via d'urgenza ha esaminato il tema della compatibilità delle soluzioni da dare al problema del passaggio delle navi da crociera di stazza superiore alle 40.000 tonnellate davanti a San Marco e lungo il canale della Giudecca «con il mantenimento e lo sviluppo delle attività portuali commerciali, industriali e logistiche di un porto che è tornato sulla base di ingenti investimenti pubblici e privati a servire l'economia del Nord-Est d'Italia e si sta attrezzando per soddisfare mercati anche più ampi».
Il Comitato portuale, si sottolinea in una nota, ha espresso il proprio parere contrario ad uno spostamento del terminal passeggeri a Marghera per evitare una commistione di traffici che non risolverebbe il problema della crocieristica a Venezia mentre creerebbe problemi esiziali per il porto commerciale e industriale a Marghera. «L'Autorità portuale vuole con il suo parere rassicurare i suoi utenti: terminalisti, compagnie di navigazione gestori del traffico ro-ro, container, bulk cargo e general cargo, investitori privati, che l'operatività del porto commerciale a Marghera non verrà in alcun modo messa in pericolo - si rileva - dalla soluzione del tema crocieristico».
L'Autorità portuale conferma peraltro la sua determinazione all'allontanamento del traffico delle grandi navi davanti San Marco «che si augura venga raggiunta individuando la via di navigazione alternativa per raggiungere la Marittima realizzando con il canale Contorta Sant'Angelo anche con un recupero morfologico della laguna di centro». L'autorità si dice poi disponibile, una volta scelta la soluzione definitiva, «a individuare forme transitorie di mitigazione, quali il numero massimo di transiti dalla bocca di Lido, che comunque non vadano ad intaccare l'equilibrio economico-finanziario e occupazionale dell'intero sistema portuale».
La Cgil: "Basta giochini che fanno solo danni sociali". Anche la Filctem-Cgil si schiera contro il progetto, sostenuto dal sindaco Orsoni, di portare le grandi navi a Porto Marghera. "Da tempo sosteniamo che c'è una lobby che sta lavorando per chiudere definitivamente le fabriche e sfruttare e speculare sulle aree che si potrebbero liberare - scrivono in una nota - E' ora di finirla con questi giochini che determinano solo disastri sociali, perdite di posti di lavoro veri in cambio dell'arricchimento solo di pochi. Dalla torre di Pierre Cardin si passa all'idea di spostare le navi da crociera a Porto Marghera: su questo sono già iniziate delle riunioni con qualche azienda che ha già deciso di togliersi da Porto Marghera, e ci stiamo riferendo alla prima zona industriale di Porto Marghera. Se questo avvenisse metterebbe a serio rischio il piano industriale e quandi anche la riconversione della Raffineria, per non parlare poi di tutte quelle che potrebbero essere opere di riqualificazione per nuovi posti di lavoro nell'area di Porto Marghera".
"Per quanto ci riguarda come organizzazione faremo di tutto per evitare che le navi da crociera entrino nell'area di Porto Marghera con la possibilità che si crei una contrapposizione tra turismo e industria, come si è tentato di fare con la torre di Cardin e prima ancora con altre intenzioni sempre e comunque cammuffate dentro un'idea di rinnovamento che non c'è mai stato", prosegue la nota.
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