A Roma la questione Grandi Navi, ma Costa frena: «Non c’è nessuna emergenza»

VENEZIA. «Non siamo mica all’isola del Giglio, qui le grandi navi da crociera entrano in laguna con i rimorchiatori e, quindi, in massima sicurezza. Tener fuori la navi dal bacino di San Marco è un impegno che abbiamo preso da tempo ma finchè non sarà definito e realizzato il percorso alternativo e condiviso le grandi navi da crociera che entrano in laguna, come prevede il decreto Clini-Passera, hanno tutto il diritto di continuare a fare la rotta attuale». E’ questa - come ha spiegato ieri il presidente Paolo Costa – la posizione che l’Autorità Portuale di Venezia terrà oggi alla tanto attesa riunione al ministero delle Infrastrutture che dovrebbe prendere in esame la varie proposte sul tappeto per non far passare più le gigantesche navi da crociera a poche decine di metri da piazza San Marco.
«Noi abbiamo la nostra proposta e la illustreremo» ha spiegato Costa «convinti come siamo che il percorso alternativo ottimale è quello che prevede l’entrata delle navi da Malamocco, con un breve tragitto sul Canale dei Petroli , per non intasarlo e pregiudicare il traffico delle navi commerciali con una deviazione sul canale Contorta, da scavare, per raggiungere comunque la Stazione Marittima». Ma di proposte, oltre a quella già illustrata più volte da Paolo Costa, ce ne sono più di una e comprendono anche quella del sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, che vorrebbe portare le grandi navi a Porto Marghera, lasciando la Stazione Marittima. E poi c’è quella dell’ex viceministro delle Infrastrutture Cesare De Piccoli, che propone un nuovo terminal crocieristico a Punta Sabbioni, in Adriatico e pure quella del deputato di Scelta Civica Enrico Zanetti che prevede di mantenere l’ingresso attuale delle grandi navi dalla bocca di porto del Lido, ma deviandole poi con lo scavo di un canale che permetta alle Grandi Navi di passare dietro l’isola della Giudecca anziché nel canale omonimo, con lo scavo di un altro canale.
Dal canto suo il Consiglio comunale di Venezia, riunito in seduta straordinaria l’altro ieri, ha approvato un ordine del giorno che propone di approfondire ogni soluzione e dà mandato all’Autorità marittima di svolgere le verifiche necessarie. Ma viste le tante proposte in campo, il lrischio è che si allunghino a dismisura i tempi per discutere e decidere, possibilmente in modo condiviso da tutte le parti convocate al tavolo ministeriale, un percorso alternativo al Bacino di San Marco. Ma per Paolo Costa non c’è «nessuna emergenza sicurezza» e quindi «c’è tutto il tempo per prendere la decisione giusta e dopo il passaggio in Comitatone, passare alla sua attuazione. Quel che dobbiamo però evitare è di conninuare a parlare senza decidere, come si è fatto negli ultimi dieci anni, su questa e su altre questioni».
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