Pittore arrestato dai vigili: centinaia di proteste e un’interrogazione

Indignazione sul web per le modalità del controllo e dell’arresto di Aras Kefayati, l’artista di strada finito in manette a Venezia e difeso dalla folla

VENEZIA. Centinaia di mail al comando dei vigili urbani e un’interrogazione in Consiglio comunale. Le immagini, crude, trasmesse da Rete Veneta sull’arresto di un pittore di strada benvoluto da residenti e negozianti di campo San Giacomo de l’Orio, hanno infatti scatenato la reazione della gente comune e delle forze progressiste.

La vicenda riguarda il fermo di un pittore di strada iraniano, Aras Kefayati, 45 anni, diplomato all’Accademia e in attesa di un permesso come pittore di strada. L’uomo ha presentato domanda da almeno tre anni ma non ha mai ottenuto risposta.

Il pittore è molto conosciuto nella zone del ponte del Megio, dove esegue disegni e quadri su ordinazione, senza aver mai avuto alcun problema con residenti e commercianti della zona, con cui ha invece un ottimo rapporto.

Mercoledì pomeriggio l’uomo è stato sottoposto a un controllo da parte di una pattuglia di 5 vigili urbani. Secondo alcuni testimoni gli agenti avrebbero preso alcuni quadri del pittore, che ha subito cercato di difenderli. Ne è nato un parapiglia: secondo la polizia l’uomo avrebbe commesso i reati di resistenza e lesioni nei confronti degli agenti, che l’hanno ammanettato e portato via.

Secondo alcuni abitanti, invece, l’uomo avrebbe inutilmente cercato di difendere le poche cose che gli permettono di sbarcare onestamente il lunario. Alcuni commercianti si spingono a sostenere poi che l’uomo non sarebbe caduto in acqua, ma sarebbe stato spinto. Una versione azzardata che però non è supportata dalle immagini trasmesse da Rete Veneta.

Ora il consigliere comunale della Federazione della Sinistra, Sebastiano Bonzio, annuncia una interrogazione al sindaco sul comportamento dei vigili.

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