Violenza sessuale su un minore. Arrestato allenatore di calcio

Un quarantenne ligure organizzava campi di scuola calcio estivi per ragazzini in tutto il Veneto. È accusato di aver fotografato un dodicenne nudo. Si indaga anche su materiale pedopornografico

di Giorgio Cecchetti

MESTRE. Era partita come un’indagine per truffa: la direzione della squadra di calcio di seria A dell’Udinese aveva segnalato che c’era un allenatore ligure che organizzava campi di scuola calcio estivi per ragazzi in tutto il Veneto e anche nella nostra provincia, spacciandosi per uomo del team friulano. La Guardia di finanza toscana ha fatto visita all’allenatore in casa sua e perquisendo aveva trovato nel suo computer le foto di un ragazzino, poi identificato, che stava dormendo, ma era nudo. Le istantanee erano state scattate a Silea (Treviso), durante uno dei campi organizzati dall’allenatore, che nei giorni scorsi è stato arrestato per violenza sessuale. Ora, il quarantenne Maurizio Mandato è agli arresti domiciliari: il pubblico ministero di Venezia Alessia Tavarnesi lo accusa anche di produzione di foto pedopornografiche, ma per il giudice che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare, Andrea Comez, c’erano evidenti elementi per l’arresto solo per quanto riguarda la violenza sessuale e non per la produzione di materiale pedopornografico, visto che le istantanee non erano state inserite nella rete.

Non è stato facile per il pm veneziano identificare il ragazzino in modo da ricostruire le circostanze riportare nella fotografia. Lentamente il magistrato è riuscito a ricostruire la vicenda: Mandato, spacciandosi come allenatore del circuito dell’Udinese, organizzava i campi estivi per ragazzini - quello della foto non ha neppure 12 anni - quindi scattava le istantanee durante il sonno, nella notte. Si sarebbe introdotto nella camera del minore, dopo che si era addormentato, quindi gli abbassava pigiama e mutande e lo fotografava nudo, quindi rimetteva tutto a posto e il ragazzino non si sarebbe accorto di nulla. Quelle foto, poi le immagazzinava nel suo computer.

Il reato contestato e per il quale è finito in manette è violenza sessuale su minore, ma stando la rappresentante dell’accusa lo ha indagato anche per produzione materiale pedopornografico anche se la prova certa che quelle foto siano state inviate ad altri come lui via internet non è stata ancora trovata. Ma potrebbe essergli contestato il fatto di essersi procurato e di disporre di materiale pornografico in cui ci sono minori come protagonisti. In questo caso, tra l’altro, inconsapevole perché ripreso quando era addormentato. La differenza è sostanziale, visto che per il primo reato la pena minima è di sei anni di reclusione, per il secondo la pena massima prevista è di tre anni. La prossima settimana Mandato verrà interrogato per rogatoria dal giudice della Liguria e sarà necessario attendere quel giorno per conoscere la sua linea difensiva.

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