Il raid in chiesa ha provocato danni gravi

LIDO. Una denuncia contro ignoti e la speranza che prima o poi qualcuno faccia un passo falso e venga individuato. Nelle parole di don Giancarlo Iannotta, parroco di Santa Maria Elisabetta, c’è...

LIDO. Una denuncia contro ignoti e la speranza che prima o poi qualcuno faccia un passo falso e venga individuato. Nelle parole di don Giancarlo Iannotta, parroco di Santa Maria Elisabetta, c’è ancora tutta l’amarezza per un episodio spiegabile solo con l’ignoranza e la stupidità. I gravi danni causati alla chiesa dell’ex ospedale al Mare, alcune settimane fa, sono una ferita aperta per lui e per molti altri lidensi, che in quel luogo ci sono andati a pregare per tanti anni. «Abbiamo presentato una denuncia alle forze dell’ordine, ma non possiamo fare altro», dice il parroco. «Ho parlato con gli uffici della Curia, e loro con il Comune dal momento che la chiesetta dell’ex ospedale è di proprietà del Patrimonio». Intanto, almeno per evitare nuove intrusioni, sono state chiuse con delle tavole di legno le finestre e le porte di accesso alla chiesa e alla canonica. Finestre andate completamente distrutte dopo il raid vandalico, così come le suppellettili interne, le panche per i fedeli, i vasi e molte altre cose contenute ancora nella piccola chiesa, che era meta di preghiera soprattutto per i malati e i loro familiari quando l’ospedale al Mare era ancora aperto. «In questi ultimi giorni abbiamo incassato la solidarietà di tante persone», aggiunge don Giancarlo Iannotta. «Speriamo che vengano individuati i responsabili di quell’orribile gesto, in cui è mancata nella maniera assoluta il rispetto per quel luogo di preghiera». (s.b.)

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