«Stagione iniziata male» L’allarme degli albergatori

Jesolo. Il presidente dell’Aja Schiavon preoccupato: «La situazione è grave» Non decollano gli arrivi degli stranieri e mancano le prenotazioni degli italiani

JESOLO. Previsioni meteo, azzeccate o sbagliate che siano, crisi economica, l'Aja stila il primo bilancio a teme l'annus horribilis per turismo. La Pasqua è andata male, anche Ascensione e Pentecoste appaiono sotto tono. La preoccupazione degli operatori turistici da Eraclea a Jesolo, Bibione o Caorle fino a Chioggia e Sottomarina non riguarda solo la "bassa stagione" ma l'intera stagione 2013.

E poi si aggiungono tassa di soggiorno, Imu, Tares e pressione fiscale sempre sostenuta per non dire alle stelle. Flessione a Pasqua, anche per il calendario, il weekend dell'Ascensione, quello del 9-12 maggio, ha registrato ufficialmente un meno 30% sui clienti stranieri. La Pentecoste andrà un po' meglio, ma niente tutto esaurito. Secondo l'Aja, nel periodo centrale di luglio e agosto il trend sarà come lo scorso anno. A giugno mancano per ora le prenotazioni degli italiani.

«A tutto questo si aggiungono le nuove imposizioni fiscali», dice il presidente Aja, Massimliano Schiavon, «dalla ben nota tassa di soggiorno, ormai estesa a tutto il litorale veneto, fino all’Imu che nel 2012 aveva un moltiplicatore a 60, mentre nel 2013 sarà a 65, quindi con un aumento superiore all’8% rispetto allo scorso anno, rimanendo ancora in attesa di conoscere quanto peserà la Tares».

«La situazione è grave», aggiunge quale coordinatore delle Spiagge Venete per gli albergatori, «sull’Imu, per fare un esempio, non solo i Comuni non hanno cercato di ridurre l'aliquota portandola allo 0,76% al fine di alleggerire questa tassa così pesante, ma non hanno nemmeno sterilizzato l'effetto del nuovo moltiplicatore. E poi c’è la questione del lavoro: la flessione delle assunzioni sul mercato degli stagionali raggiunge il 20%, a fronte di una maggiore richiesta, ovvero circa il 34% in più rispetto allo scorso anno».

I dati rilevati sulle richieste di lavoro riguardano maschi +37% e femmine +31%, per la maggior parte italiani (+39%) rispetto agli stranieri (+22%), con esperienza nel settore +29%, ma senza esperienza +45% a significare un travaso del settore industriale-manifatturiero-artigianale in cassa integrazione verso un'occupazione stagionale che fatica a dare risposte in questa situazione di mercato. «Siamo in enorme difficoltà e preoccupati», conclude, «il 2013 rischia di essere l’annus horribilis del turismo della costa veneziana, nonostante gli oltre 23 milioni di visitatori che le nostre spiagge esprimono su un complessivo di 60 milioni in Veneto».

Giovanni Cagnassi

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