Boom di Ortopedia all’Asl 14

Con il nuovo primario Ferrari, interventi cresciuti del 20% e tecniche innovative

CHIOGGIA. Salto di qualità di Ortopedia in appena sette mesi. Con l’arrivo del nuovo primario, Gianpaolo Ferrari, il reparto ha registrato un aumento del 20% negli interventi, l’adozione di nuove tecniche interventistiche soprattutto sulla protesica, il potenziamento dell’attività ambulatoriale e del personale con due nuovi medici. Negli ultimi quattro mesi del 2012 l’unità operativa ha effettuato 400 interventi e nei primi tre del 2013 già oltre 300, proiettando i dati sui 12 mesi si arriverà ad una media di 1500 operazioni l’anno. Risultati possibili grazie al potenziamento dell’equipe di lavoro (otto medici) che ha consentito di aumentare i giorni di sala operatoria e l’attività ambulatoriale. «Operiamo tutti i giorni», precisa il primario, «quando c’è un’urgenza anche sabato e domenica. Abbiamo ampliato l’attività operatoria aggiungendo la chirurgia dell’arto superiore (spalla, polso, mano). Resta preminente la chirurgia traumatologica, sia conseguenza di incidenti domestici, soprattutto le fratture che colpiscono gli anziani (rottura del femore o del collo dell’omero), ma anche traumi da incidenti stradali e lesioni legamentose di spalla e ginocchio causate da pratiche sportive». Aumentata anche l’attività chirurgica in ambito protesico, sia per spalla, polso, mano, sia per anca e ginocchio. «Per la protesi dell’anca», precisa Ferrari, «stiamo praticando da qualche mese una metodica innovativa e mini-invasiva che consente una rapida ripresa funzionale del paziente, riprendendo a camminare il giorno successivo all’intervento. Oltre alla normale attività ambulatoriale (visite di controllo degli operati, visite urgenti, medicazioni), è stato aggiunto l’ambulatorio specialistico 4 giorni la settimana. «L’Ortopedia di Chioggia», commenta il direttore generale dell’Asl 14, Giuseppe Dal Ben, «diventerà presto un polo di attrazione grazie all’elevato standard di qualità». (e.b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia