Bus turistici, gli albergatori contro Venezia
MIRANO. Se il bus di turisti arriva da fuori Venezia paga di più. Albergatori del Miranese in rivolta contro il Comune capoluogo: «Pratica protezionismo e concorrenza sleale». Oggetto del contendere: la tassa sulla Ztl. Il malumore era latente da tempo, nei giorni scorsi è esploso in una lettera indirizzata a tutti i sindaci della provincia, chiamati a far sentire la propria voce dopo che dal 1 aprile la bella Venezia ha tassato, ma solo per chi proviene da fuori Comune, pure i bus Euro 4: moderni ma, secondo Ca’ Farsetti, ancora troppo inquinanti. Per gli albergatori del Miranese, affiancati in questa battaglia dalla Confcommercio, quella attuata dal Comune di Venezia è a tutti gli effetti una politica protezionistica che penalizza gli hotel dell’entroterra. Il problema è di vecchia data: il Comune di Venezia ha imposto la tassa sulla Ztl ai bus turistici fin dal 2004, per il controllo dei flussi e dell’inquinamento in città. «Il problema», tuona il presidente di Confcommercio Miranese, Ennio Gallo, «sta nella differenza delle tariffe applicate tra chi soggiorna a Mestre, Marghera, Chirignago, Tessera e Favaro, rispetto all’entroterra: un bus, i cui clienti soggiornano nel Comune di Venezia ha sempre avuto tariffe agevolate, un mezzo con passeggeri in arrivo da fuori Comune invece ha tariffe altissime e suddivise in base al tipo di bus». È così da sempre: dal 1 aprile però è arrivata un’altra batosta: i bus Euro 4 non sono più inseriti tra quelli a basso inquinamento e dovranno perciò pagare il massimo della tassa come le categorie ecologiche minori. Secondo gli albergatori miranesi è assurdo, visto che gli Euro 6 non sono ancora in circolazione e gli Euro 5 sono solo il 12% circa. «I tour operators e le agenzie di viaggio, con l’impennarsi dei costi, hanno orientato i loro contratti quasi solo verso gli hotel veneziani», spiega Gallo, «annullando prima quelli esistenti con gli alberghi dell’entroterra, quindi abbandonandoli progressivamente. È a tutti gli effetti un’alterazione della libera concorrenza, che ha reso conveniente la gestione di nuove strutture alberghiere quasi esclusivamente nel territorio di Venezia, impoverendo le altre, tanto da non permettersi più nemmeno la normale manutenzione». Adesso albergatori e Confcommercio chiedono ai 44 sindaci del Veneziano di fare la voce grossa e difendere l’economia e il turismo dei loro territori nei confronti del colosso Venezia. Bella sì, ma che tutto attrae e tutto assorbe.
Filippo De Gaspari
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