Ovovia, prima corsa al via. E scoppia la polemica

di Roberta De Rossi
VENEZIA. Domani - imprevisti dell’ultimo momento permettendo - dopo oltre tre anni di lavori, entrerà in servizio l’ovovia, che sarà aperta a tutti. L’impianto è affidato ad Avm e sarà videosorvegliata dalla centrale operativa del People Mover. L’ascensore sarà accessibile dalle 9.30 alle 20 fino al 31 maggio, mentre durante il periodo estivo l’orario sarà prolungato dalle 9 alle 21, fino alla data del 30 ottobre.
«L’ovovia è per rendere il ponte accessibile, non solo alle persone con disabilità, ma a tutti: anche un anziano o turisti con valigie pesanti o passeggini può essere in difficoltà. In ogni caso, la Corte dei conti fa ovviamente benissimo a fare tutte le verifiche che ritiene». Non vuole commentare, l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Maggioni, la notizia dell’ultima inchiesta avviata dalla Procura contabile del Veneto, che - mentre si prepara a inviare le citazioni a giudizio per quattro milioni di euro di danni per errori di progettazioni relative manutenzioni per il Ponte della Costituzione - ha acceso i riflettori anche sull’ovovia, che domani entrerà in esercizio: «Senza inaugurazioni», ci tiene a precisare Maggioni, che si è trovato la pesante eredità della gestione di un’opera che pare essere orfana di padri. Tutti la criticano: lenta (sette minuti per traghettare il Canal Grande), cara (dai 1,067 milioni del progetto esecutivo si è passati agli 1,8 appena spesi), eterna nella realizzazione. E anche sul sito del nostro giornale e su Facebook monta la polemica cui costi eccessivi dell’opera. Nel settembre del 2008, quando s’inaugurò il Ponte della Costituzione e le associazioni dei disabili minacciarono denunce per la mancata accessibilità, l’allora amministrazione spiegò che vaporetti gratuiti avrebbero garantito il traghetto in attesa dell’ovovia, che sarebbe stata pronta per novembre. Sono passati 4 anni. La vice procuratore della Corte dei conti Chiara Imposimato ha dato disposizione al Nucleo di Polizia tributaria di acquisire la documentazione relativa all’intervento, per verificare se vi sia stato o meno spreco di risorse pubbliche nel realizzare questo prototipo di ascensore orizzontale. Come si è arrivati all’ovovia? Non fu - questa volta - una scelta di Santiago Calatrava, al quale invece la Procura contabile vuol chiedere i danni erariali per il Ponte, insieme ai dirigenti del Comune che seguirono il progetto. «Per me, come architetto ed ingegnere, è etico e professionale che in una società plurale, aperta e democratica tutti siano ben accolti», aveva detto Calatrava in conferenza stampa, «in questo caso, il Comune ha stabilito che la questione dell'accesso per i diversamente abili fosse risolta dalla presenza di numerosi vaporetti. Preventivamente, io avevo incluso il servoscala, realizzando nicchie ancora mantenute. Con il ponte già molto avviato esplose la polemica e proposi all'amministrazione di rimediare, a mie spese». Il comunicato del Comune: «Benché nel disegno originale fosse prevista l'accessibilità alle persone diversamente abili, con elementi meccanici, il Comune - in seguito ad un'istanza delle associazioni locali - chiese che questi elementi venissero sostituiti da un altro sistema, accolto favorevolmente e approvato da Calatrava, introducendo nella struttura i rinforzi necessari».
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