«Giustizia per mio marito Remo, ucciso dall’amianto»

Oggi a Fossalta i funerali di Remo Toneguzzo, 30 anni nei cantieri navali. Poi il mesotelioma pleurico. La moglie: «Mi hanno rubato il marito»
FGAVAGNIN VATRELLA REMO TONEGUZZO VITTIMA DELL'AMIANTO VADO DI FOSSALTA DI P.GRUARO
FGAVAGNIN VATRELLA REMO TONEGUZZO VITTIMA DELL'AMIANTO VADO DI FOSSALTA DI P.GRUARO

di Rosario Padovano

FOSSALTA DI PORTOGRUARO. È una storia di grande dolore che sta commuovendo tutta Fossalta. Di fronte però alla morte di Remo Toneguzzo, di appena 60 anni, oltre al dolore si prova rabbia. Ha provato a placarla, inutilmente, la moglie, Ivana Martin. Con Remo ha condiviso una vita intera, tanto che ne parla al presente, come se lui fosse ancora qui: una casa, due figli Manuele e Fabio, gli amici.

È stata lei ad aggiungere sull’epigrafe la scritta “Vittima dell’amianto”. Remo Toneguzzo è stato ucciso dal mesotelioma pleurico, la subdola malattia provocata dall’esposizione all’amianto. Per anni ha lavorato ai cantieri navali di Monfalcone, Trieste e Marghera. Ha fatto il saldatore e il carpentiere. Adoperava le mascherine e il grembiule che la Fincantieri forniva ai suoi operai. Se esiste un nesso tra il lavoro ai cantieri e la malattia che ha ucciso Toneguzzo lo stabiliranno i giudici. A Gorizia si sta celebrando il “processo del secolo” che dovrà stabilire la responsabilità della Fincantieri sulla morte di 89 persone. Oggi il funerale che verrà celebrato alle ore 15, a Villanova di Fossalta.

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