«Giustizia per mio marito Remo, ucciso dall’amianto»

di Rosario Padovano
FOSSALTA DI PORTOGRUARO. È una storia di grande dolore che sta commuovendo tutta Fossalta. Di fronte però alla morte di Remo Toneguzzo, di appena 60 anni, oltre al dolore si prova rabbia. Ha provato a placarla, inutilmente, la moglie, Ivana Martin. Con Remo ha condiviso una vita intera, tanto che ne parla al presente, come se lui fosse ancora qui: una casa, due figli Manuele e Fabio, gli amici.
È stata lei ad aggiungere sull’epigrafe la scritta “Vittima dell’amianto”. Remo Toneguzzo è stato ucciso dal mesotelioma pleurico, la subdola malattia provocata dall’esposizione all’amianto. Per anni ha lavorato ai cantieri navali di Monfalcone, Trieste e Marghera. Ha fatto il saldatore e il carpentiere. Adoperava le mascherine e il grembiule che la Fincantieri forniva ai suoi operai. Se esiste un nesso tra il lavoro ai cantieri e la malattia che ha ucciso Toneguzzo lo stabiliranno i giudici. A Gorizia si sta celebrando il “processo del secolo” che dovrà stabilire la responsabilità della Fincantieri sulla morte di 89 persone. Oggi il funerale che verrà celebrato alle ore 15, a Villanova di Fossalta.
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