Inps, migliaia di pensionati in allarme

Assalto ai centri di assistenza fiscale dei sindacati per la lettera che chiede il modello Red del 2010 e minaccia tagli
Di Gianni Favarato
MESTRE 29/05/2006 P.zza Barche Banca San Paolo Cassa di Risparmio di venezia code pagamento bollettini Dese-Sile (C) Bertolin Matteo richiesto da IANNUZZI MESTRE 29/05/2006 P.zza Barche Banca San Paolo Cassa di Risparmio di venezia code pagamento bollettini Dese-Sile
MESTRE 29/05/2006 P.zza Barche Banca San Paolo Cassa di Risparmio di venezia code pagamento bollettini Dese-Sile (C) Bertolin Matteo richiesto da IANNUZZI MESTRE 29/05/2006 P.zza Barche Banca San Paolo Cassa di Risparmio di venezia code pagamento bollettini Dese-Sile

Da una settimana si vedono file interminabili davanti agli sportelli dei Patronati e dei centri di assistenza (Caf) di Cgil, Cisl, Uil e Acli veneziane di pensionati con la minacciosa lettera dell’Inps in mano: «Gentile signore/a, non ci risulta ancora pervenuto il suo modello Red relativo ai redditi del 2010. La invitiamo a trasmetterlo entro il 28 febbraio altrimenti sarà disposta la revoca delle prestazioni collegate al reddito, con conseguente recupero delle somme erogate fino ad oggi». Per tenere testa agli allarmati pensionati - che già avevano fatto la fila il mese scorso per farsi compilare il modello di calcolo dell’Imu - i Caf della Cgil attivi a Mestre, Venezia e nel resto della provincia, ed evitare file e lunghe attese ai pensionati veneziani che hanno ricevuto una delle 11.527 lettere spedite per raccomandata dall’Inps, hanno cominciato e ricevere solo per appuntamento; per la prossima settimana ne hanno in lista 1.200.

«Dopo l’Epifania le nostre sedi sono state invase da pensionati e pensionate, impauriti e confusi, in cerca di qualche rassicurazione» racconta Angiola Tiboni, segretaria generale del sindacato dei pensionati della Cgil veneziana. «Molti di loro nei giorni precedenti avevano tentato ripetutamente ma inutilmente di contattare il numero verde dell’Inps, indicato in quelle lettere, per avere informazioni o solo per comunicare che la documentazione richiesta era già stata da loro inviata a suo tempo tramite Caf o Patronato».

Il Red è una dichiarazione che certifica alcune prestazioni previdenziali e assistenziali aggiuntive alla pensione, erogate dall'Inps e collegate al reddito, come assegni familiari o altro e sono proprio queste integrazioni che l’Inps minaccia di togliere (con tanto di richiesta degli arretrati) a chi non ne ha più diritto per aver superato la soglia di reddito personale o familiare prevista.

«È una vergogna, un’inutile vessazione», aggiunge la Tiboni, «nei confronti di cittadini che spesso hanno pensioni di qualche centinaio di euro al mese. Pe capire la gravità dell’errore compito dall’Inps basta immedesimarsi in un pensionato, magari in età avanzata e con qualche problema di salute e quasi certamente di solitudine, che alla vigilia di Natale o dopo si è visto recapitare una raccomandata nella quale legge che all’Inps non risulta ancora regolarizzata la sua situazione per cui procedererà alla revoca delle somme erogate. Se l’Inps avesse fatto l’incrocio dei dati già in suo possesso con quelli dell’Agenzia delle Entrate e relativi ai redditi dei pensionati, gran parte di quelle lettere non sarebbe stata inviata».

Come non bastasse, dalle prime verifiche da parte dei Caf risulta che la grande maggioranza di quei pensionati ha già da tempo comunicato i dati del reddito relativo al 2010. Altri casi dipendono invece dal fatto che l’Inps chiede ora “nuovi dati” rispetto a quelli chiesti in precedenza, a cominciare dalla richiesta dal reddito percepito dall’eventuale coniuge o da entrate per l’affitto di immobili in proprietà o altre rendite.

«Tutte cose che l’Inps poteva chiedere nei dovuti temini, senza allarmare inutilmente e per tempo», conclude la segretaria dello Spi-Cgil, «ora tocca ai nostri Caf e patronati tranquillizzare migliaia di pensionati, vittime di operazioni sbagliate condotte dell’Inps».

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