Scatta l’Hobbit-mania. Ma al Rossini salta la prima

«È da un anno che lo aspettavo. Avrei avuto lezione oggi, studio giapponese a Ca’ Foscari, ma non potevo proprio perdermi la prima». Lo si capisce dalla maglietta verde dedicata allo scrittore Tolkien che Rebecca Arcangeli, 19 anni, proprio non poteva mancare alla prima «Lo Hobbit: un viaggio inaspettato», 166 minuti di avventure fantasy su Bilbo Baggins, il prequel del Signore degli anelli. «Ho prenotato il biglietto online» racconta davanti all’Excelsior di Piazza Ferretto e non potevo mancare, Martin Freeman è tra i miei attori preferiti».
L’Hobbit-mania oggi pomeriggio ha contagiato anche Mestre e Venezia, con buoni risultati nei cinema anche se, fanno sapere dalle sale, nulla a che vedere con quanto accadde nel 2009 con l’Avatar di James Cameron. Tra i curiosi in coda a Mestre anche Nicolò e Alberto, 21 ani a testa.
«Abbiamo letto e visto quasi tutto sul tema» raccontano «e non potevamo perdere la prima, anche per le nuove tecnologie usate per la produzione e la proiezione, a 48 frames per secondo». Entusiasmo nel freezer a Venezia, dove la prima del film, previsto alle 18 al nuovo cinema Rossini, è saltata. A quanto pare perché la società distributrice, avrebbe spedito in ritardo l’e-mail con i codici d’accesso che consentono, tramite software, la proiezione del film. Ai curiosi in attesa non è rimasto altro da fare che attendere la proiezione delle 21.Va da sè che l’Hobbit non si sarebbe mai accontentato della vecchia “pizza”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








