Piantati altri 1.200 alberi il parco Zaher cresce ancora

Il conto, presto fatto, impressiona: 254 mila e 650. È il numero degli alberi presenti nella terraferma mestrina, ad oggi. Tantissimo verde, più fuori che in centro città. Oltre 200 mila alberi nel...
Di Mitia Chiarin

Il conto, presto fatto, impressiona: 254 mila e 650. È il numero degli alberi presenti nella terraferma mestrina, ad oggi. Tantissimo verde, più fuori che in centro città. Oltre 200 mila alberi nel bosco di Mestre, che con i suoi 230 ettari si estende dal nucleo “storico” di Carpenedo all’Osellino, a Campalto e a Favaro dove ieri mattina sono state piantate altre 1.200 piante, vicino all’ingresso di via Altinia. Sono quelle del bosco “dei donatori” realizzato con il contributo attivo di centinaia di persone, per iniziativa dei Rotary club della città e con il sostegno dell’azienda Rigo Serramenti. Alla presenza di Pietro Miani, dell’associazione Amici del bosco di Mestre, di Maria Bergamini per i Rotary e di Franco Zanchin per l’Istituzione del bosco e dei grandi parchi, è stato scoperto il totem che ricorda nel bosco Zaher tra Favaro e Dese i nomi di tutti quelli che hanno contribuito ad aumentare il patrimonio arboreo cittadino.

Una occasione per tracciare un bilancio sul verde in città. E i dati, spiega l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, intervenuto alla cerimonia, confermano che Mestre è una città molto più verde di 15 anni fa. Duecentocinquantamila alberi nel bosco di Mestre, altri 50 mila lungo le strade e nei giardini pubblici della terraferma. Altri tremila sono gli alberi di San Giuliano, 1.400 quelli del parco Bissuola e 250, infine, nel parco di Catene.

Un patrimonio arboreo importante, ricorda Bettin, e «quasi inimmaginabile una quindicina di anni fa quando andammo a piantare le prime piante nel bosco di Mestre. In questi anni la città si è posta ai primi posti a livello nazionale per numero di verde disponibile. Mestre è oggi una delle città più verdi d’Italia, mentre solo pochi lustri fa era considerata una delle peggiori e più povere sotto questo profilo». Un record che non offusca però il problema di un centro che ha perso verde negli ultimi anni, causa i tanti cantieri. Ultimo caso, il taglio di undici tigli in via Costa. «Errori come quello vanno evitati mentre bisogna perseguire la strada della tutela del verde come si è fatto per l’area del Candiani», dice Bettin. Nel 2010 l’amministrazione comunale prometteva di piantare mille nuove piante nelle aree interessate dal passaggio del tram. «Bisogna cambiare logica e intervenire con i reimpianti», avverte Bettin che però invita anche a valutare l’evidente miglioramento della qualità urbana senza fermarsi a «singoli errori, o ritardi, o compromessi più o meno accettabili». Sul tema oggi torna a protestare l’associazione Amico Albero al Candiani nell’area verde a fianco del Marzenego dove partono i lavori della multisala.

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