Stipendi della Vinyls sbloccati, ma l’ultima parola spetta a Roma

Lunedì il sindaco sarà al ministero dello Sviluppo economico: «Chiederò al comitato di sorveglianza di mettere a disposizione in tempi rapidi i fondi ancora disponibili, circa un milione e mezzo»
Interpress/Mazzega Cecchetti Venezia, 04.10.2012.- Operai Vinyls sul campanile di San Marco.- Striscione Vinylis Vergogna
Interpress/Mazzega Cecchetti Venezia, 04.10.2012.- Operai Vinyls sul campanile di San Marco.- Striscione Vinylis Vergogna

VENEZIA. Stipendi sbloccati per gli operai Vinyls. La certezza ancora non c’è, ma dopo la clamorosa salita sul campanile i tre operai della multinazionale e i loro 140 colleghi potrebbero presto vedere accolte le loro istanze. Lunedì il sindaco Giorgio Orsoni sarà a Roma al ministero dello Sviluppo Economico. «Chiederò che il comitato di sorveglianza svincoli i fondi ancora disponibili della società, circa un milione e mezzo di euro, in tempi brevissimi», dice, «è il passaggio che potrebbe risultare decisivo per il pagamento degli stipendi da parte della Cassa di Risparmio. Purtroppo è una procedura complessa, e per pagare abbiamo bisogno che quei soldi siano svincolati». Uno spiraglio di ottimismo, che ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai dipendenti dell’azienda chimica.

La svolta era arrivata in mattinata, quando il sindaco Giorgio Orsoni ha convocato in municipio i due commissari veneziani della Vinyls, gli avvocati Giorgio Simeone e Mauro Pizzigati. Poco prima, aveva parlato a lungo con il presidente della Cassa di Risparmio Giovanni Sammartini. Una disponibilità concreta, quella offerta dal dirigente dell’istituto di credito, che però doveva essere accompagnata dalla garanzia del rientro delle somme anticipate. E dunque dalla certezza che i commissari avessero a loro disposizione i fondi per pagare il «prestito». C’è voluta quasi un’ora di discussione. Il sindaco e l’assessore alle Aziende Antonio Paruzzolo da una parte, i due commissari dall’altra. Pizzigati ha esordito ricordando che senza fondi disponibili e senza entrate dal 2009 risultava difficile trovare altra liquidità. Alla fine il sindaco è sbottato: «Dobbiamo trovare una soluzione».

«Le procedure dell’amministrazione straordinaria», spiega l’assessore Paruzzolo, «sono molto complesse. Ma quella situazione era davvero indegna, abbiamo chiesto che una soluzione fosse trovata in tempi brevissimi». Anche perché venti giorni fa, davanti al prefetto, erano arrivate promesse solenni. «Gli stipendi saranno pagati». I commissari si erano impegnati a verificare con la Cassa di Risparmio la possibilità di avere un altro credito, com’era successo lo scorso anno. Invece, niente. Le banche hanno detto no e gli stipendi non sono più arrivati. Con gli operai costretti a lavorare per garantire la sicurezza degli impianti pericolosi e ormai non più produttivi. Ma senza ricevere un euro. Adesso siamo daccapo.

I commissari in realtà hanno entrate notevoli su cui contare nei prossimi mesi. La terza rata per la cessione degli impianti di Ravenna, che depurata dei costi della bonifica ammonta a un milione e 800 mila euro. Quattro milioni e 300 mila euro per la vendita e lo smontaggio degli impianti, di cui un milione e mezzo disponibili da subito. Sempre che prima il ministero dia il via libera. Garanzia che potrebbe diventare preziosa per convincere le banche a fornire subito la liquidità necessaria per il pagamento degli stipendi. Era già successo lo scorso anno («E il prestito lo abbiamo già restituito con gli interessi») dicono i commissari. Ma adesso le banche hanno chiuso i rubinetti. «Non decidiamo noi, ma Milano», dicono alla direzione di campo San Luca. E si ricomincia. Ai 14 operai che dal giugno 2009 lavorano senza produrre e non riescono a trovare alternative i commissari devono gli stipendi degli ultimi mesi: giugno, luglio, agosto e settembre, più un mese del 2011 in contenzioso con l’Inps.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia