Il Rivolta apre alla città: fotovoltaico, palestra e case per poveri

Il progetto del centro sociale di Marghera illustrato alla giunta Orsoni che applaude all’iniziative. La produzione di energia pulita paga il mutuo da duecento milioni. Convenzione prolungata per quindici anni.

MESTRE. Il “Rivolta” diventa “rivoltaico”. Il Centro sociale di Marghera ha inaugurato il nuovo impianto fotovoltaico di circa mille metri quadrati, installato sul tetto del proprio hangar principale, che gli permetterà di produrre ogni anno circa 120.000 Kwh di energia elettrica pulita. È stata aperta poi una palestra sociale, aperta a tutti e pure alle associazioni di Marghera. E nel futuro, c’è il progetto di raddoppio, da 24 a 48, dei posti di accoglienza che d’inverno ospitano i senza fissa dimora. L’obiettivo è di realizzare nuove unità abitative ecosostenibili, che il centro sociale vorrebbe, d’estate, trasformare in un ostello sociale a basso costo.

Il progetto è stato presentato con una conferenza stampa, a cui hanno preso parte il vicesindaco, Sandro Simionato, gli assessori comunali al Patrimonio, Bruno Filippini, e all'Ambiente, Gianfranco Bettin, il presidente della Municipalità di Marghera, Flavio Dal Corso.

«Quello avviato dal Rivolta», ha detto Simionato, « è un percorso che il Comune non solo apprezza, ma sostiene vivamente, anche perché è la dimostrazione che si possono realizzare progetti di cui beneficia tutta la collettività, non solo col denaro pubblico, ma anche con l’autofinanziamento».

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