Tracciato litoraneo nuova bocciatura

Lo Studio di impatto ambientale (Sia) è nuovo, ma gli errori a quanto pare sono gli stessi. È scaduto lunedì il termine per presentare, al ministero dell’Ambiente, le osservazioni sul nuovo Sia del tracciato litoraneo dell’Alta Velocità Venezia-Trieste. Mentre i sindaci parlano di raddoppio della linea esistente, infatti, l’iter del percorso litoraneo è ripreso, con la pubblicazione dello studio stavolta riguardante l’intera tratta non più spezzettata in tronconi.
L’associazione Ferrovie a Nordest (Fne), i cui esperti hanno lavorato in questi mesi come consulenti gratuiti per diversi Comuni, hanno presentato 24 pagine di osservazioni, per quella che appare come una sonora bocciatura. «La relazione non avrebbe dovuto rappresentare semplicemente una sintesi di quanto contenuto nei precedenti studi», rilevano da Fne, «ma anche un aggiornamento e l’occasione per andare a sanare le gravi carenze che presentava l’iter precedente: dal mancato coinvolgimento delle realtà locali all’assenza di valutazione degli impatti complessivi. Con rammarico si rileva che il procedimento suppletivo non risponde in maniera esaustiva a nessuna delle critiche mosse».
Il nuovo studio, per la verità, prende finalmente in considerazione anche l’ipotesi che una nuova linea non serva. «Ma viene scartata con sufficienza e con argomentazioni carenti», attacca Fne, «poiché tutti gli interventi proposti sono volti a realizzare un potenziamento incompleto, con misure tali da garantire una maggiore efficienza e regolarità del servizio, ma non in grado di aumentare la capacità della linea».
Le osservazioni entrano così nel dettaglio. Si spazia dall’assenza di soluzioni proposte per risolvere le «strozzature» come quella di Portogruaro, alla mancanza di dati aggiornati per descrivere un valido modello di esercizio della futura linea. Per Fne una linea Alta Velocità non va incontro alle istanze di un territorio con tanti centri abitati diffusi e una mobilità dalla periferia verso i capoluoghi, per cui migliore è una risposta come quella della Metropolitana di superficie. Così le conclusioni: il nuovo studio per la proceduta di valutazione d’impatto ambientale continua a essere viziato «sia nella forma che nella sostanza». Fne chiede che «si fermi l'iter procedurale relativo al progetto, almeno finché non verranno chiariti i numerosi punti oggetti di critica, qualora si dimostri che due nuovi binari siano effettivamente necessari».
Giovanni Monforte
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