«Costi ingenti per le bonifiche»

MARGHERA. Torre Cardin, il dibattito in città prosegue anche a Ferragosto. E si concentra sulle bonifiche dei terreni. L’architetto Fernando De Simone, grande esperto di tunnel, con collaborazioni con varie aziende e gruppi stranieri, si interroga sulle bonifiche che serviranno, a suo avviso, per intervenire sull’area di Marghera.
«Ho letto su “Ambiente&Ambienti” una intervista all'ingegnere Alessandro Cariani, general manager della società Modutech di Bari, che dovrebbe realizzare il sistema geotermico della Torre e che afferma che "Pierre Cardin si accolla il venti per cento del costo complessivo della bonifica ambientale". Con tutti i pericolosissimi veleni occultati per decenni nel sottosuolo della zona, per realizzare una bonifica veramente efficace, non la si può eseguire solo sotto l'area della Torre Cardin, ma bisogna estenderla a tutta Marghera, fino al Canale dei Petroli. E servono quanto prima i carotaggi e analisi ipogee viste le profondità degli scavi previsti, di oltre cento metri».
«La procedura non è derogabile: una volta comprati i terreni la proprietà dovrà procedere ad un piano di caratterizzazione, cioè fare i necessari carotaggi che significa scavare, prelevare campioni di terreno, accertare lo stato fisico del sottosuolo», è quanto sostiene l’assessore all’ambiente comunale Gianfranco Bettin.
«Per oggi c’è solo una manifestazione di interesse da parte di Regione, Provincia e Comune, quando verrà il momento il progetto sarà valutato dalla segreteria tecnica al ministero dell’ambiente».
Un supplemento di caratterizzazione, appare necessario per Bettin :«quella scelta per il Palais è una zona ancora con tante costruzioni, sotto alle quali il terreno potrebbe essere ancora da studiare».
Ma i costi saranno ingenti avvisa De Simone, forse più alti di quelli imposti all’Ilva di Taranto. «Se calcoliamo in circa tre miliardi di euro, il costo complessivo della bonifica ambientale di Marghera e Cardin ne sosterrà il venti per cento, circa 600 milioni, i restanti 2,4 miliardi chi li pagherà?», si chiede l’architetto.
Il timore, avvisa De Simone, è che si ripetano gli stessi errori già commessi con il nuovo Palazzo del Cinema al Lido, «dove la mancata analisi ipogea del sito e il successivo ritrovamento di amianto nel sottosuolo, è costata al Comune 40 milioni e la distruzione di un bosco storico». De Simone sollecita che si facciano subito i carotaggi e che siano estesi, andando anche a verificare le possibili compromissioni delle acque di falda verso il Canale dei Petroli e il caranto profondo. Un’opera che darà lavoro a Porto Marghera: «Potrebbe essere ultimata in non meno di dieci anni coinvolgendo, direttamente e indirettamente, fino a settemila persone».
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