Paura per il fumo dalla ciminiera

Imprevisto durante la manutenzione, scatta l’allarme. Il Comune accusa: «Nessuno ci ha informato»
Di Gianni Favarato

MARGHERA. Vista da Venezia e dal Lido o da Mestre, Mira e perfino da Mogliano, la minacciosa nube nera a forma di fungo che si alzava all’orizzonte ha fatto pensare al peggio. Un incedente al Petrolchimico? Oppure un incendio a Venezia o a Sant’Erasmo?

Allarmati dalla gigantesca nube scura, molti cittadini hanno telefonato alla nostra redazione, alla Protezione civile e ai Vigili del fuoco per sapere di cosa si trattasse e se ci fossero pericoli di ricadute tossiche.

Invece, si trattava anche questa volta di una delle due alte fiaccole che svettano ai bordi della laguna, nell’area degli impianti del “cracking” dell’ex Polimeri Europa, ribattezzata recentemente da Eni con il nome di Versalis spa.

L’utilizzo delle torce era stato previsto da Versalis, che nei giorni scorsi aveva avvisato le autorità competenti e i giornali, informandoli che avrebbe attivato le due torce durante la sostituzione di un compressore per inviare - come di norma - il gas di etilene in circolazione degli impianti. L’obiettivo è di bruciarlo e diluire le emissioni in atmosfera con getti di vapore ad alta temperatura.

Questa volta, però, qualcosa è andato storto: il flusso di vapore che in questi casi viene inviato attraverso apposite condotte a Versalis, dalla vicina centrale a tubogas di Edison, si è improvvisamente interrotto. Così, a partire dalle 15 le emissioni di gas di etilene combusto delle torce, non più vaporizzate, hanno cominciato a colorarsi di nero e a diventare più visibili nel raggio di decine di chilometri.

«Durante il cambio del compressore di processo pianificato», spiega la nota del tecnico di turno degli impianti inviata alla Protezione civile solo quando l’evento stava per concludersi (grazie alla riattivazione del flusso di vapore), «si è verificato un blocco della fornitura di vapore da Società terza, con conseguente blocco anche della caldaia B116 interna del reparto CR1-3. La mancanza di vapore derivante non ha consentito una combustione completamente “smokeless” alle torce, per una decina di minuti».

Nessun pericolo per la popolazione è stato segnalato, ma l’allarme c’è stato e l’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, è andato su tutte le furie quando si è trovato a dover rispondere alle impaurite telefonate dei cittadini, senza avere tra le mani alcuna comunicazione da Eni: «Alle ore 18 nessuna fonte aziendale ci aveva ancora informato di quanto succedeva», ha spiegato Bettin, «ciò autorizzava chiunque ad avere paura per la mancanza di una corretta e tempestiva comunicazione dell’evento. Comunicazione prevista dalla procedura di emergenza in caso di incidenti o altri eventi visibili dall’esterno nel polo chimico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia