Operai Vinyls, è accordo ma i commissari frenano
MARGHERA. Il “fantasma”della Vinyls in amministrazione straordinaria da anni, rischia di far saltare l’accordo tra sindacati dei chimici e proprietari dell’Oleificio Medio Piave per l’assunzione di tutti i 134 lavoratori, rimasti in forza alla Vinyls e ormai prossimi alla scadenza della cassa integrazione, da occupare progressivamente nei nuovi impianti di raffinazione di oli vegetali che intede costruire nell’area dell’ex ciclo del cloro. Per oggi è previsto un nuovo incontro con i titolari dell’Oleificio per siglare l’accordo definitivo che prevede l’assunzione diretta di tutti i cassintegrati di Vinyls in una società totalmente controllata dalla famiglia Dal Sasso, proprietaria dell’Oleificio che ha già una sede a Fontanelle, in provincia di Treviso, e vuole creare una “testa di ponte” a Porto Marghera con nuovi impianti e una banchina. Ma proprio alla vigilia della firma di questo accordo sindacale gli avvocati Mauro Pizzigati e Giorgio Simeone - commissari straordinari di Vinyls Italia (ex Ineos) - hanno inviato una dura lettera al ministero dello Sviluppo in cui sostengono che tale accordo sarebbe illegittimo in quanto dimostra una «evidente difformità rispetto a quanto previsto nell'offerta originaria dell’Oleificio e nel provvedimento con cui il ministero dello sviluppo ha autorizzato l'accettazione di tale offerta».
I commissari spiegano nella lettera - inviata per conoscenza a tutte le istituzioni locali, alla Regione e alla famiglia Dal Sasso - che «l'ipotesi di accordo sindacale in esame, sottoscritta al dì fuori di ogni procedura legale, non contempla altro che una generica disponibilità dell'Oleificio ad assumere in via prioritaria i lavoratori di Vinyls, dei quali si presuppone la messa in mobilità e quindi la cessazione irreversibile di ogni rapporto di lavoro in essere con l'attuale datore di lavoro».
I sindacati, dal canto loro, sostengono che l’accordo con l’Oleificio «dà tutte le garanzie necessarie ai lavoratori» e ricordano che cinque lavoratori di Vinyls sono già stati assunti dall’Oleificio. Secondo i due avvocati veneziani, invece, l’accordo che oggi sindacati e Oleificio dovrebbero siglare «non offre sufficienti garanzie di tutela della continuità occupazionale, della cui tutela l'amministrazione straordinaria si è fatto e continuerà a farsi garante». La lettera si conclude con la richiesta di un urgentissimo «incontro congiunto che proponiamo si svolga, come in passato, presso gli uffici del dottor Artico».
Rischiesta, quest’ultima , difficilmente attuabile visto che il dottor Artico non ha competenze al riguardo, ma soltanto la delega di commissario straordinario per il recupero di Porto Marghera e in quest’ambito sta lavorando per arrivare, entro settembre 2012, all’autorizzazione definitiva per l’apertura dei cantieri di bonifica delle aree dell’ex Clorosoda adiacenti a quelle di Vinyls, che l’Oleificio ha già acquisito da Syndial (Eni). È proprio in quest’area, infatti, che i Dal Sasso intendono costruire il nuovo stabilimento di mangimi e oli vegetali, con tanto di banchina portuale per la quale è in fase di definizione un accordo definitivo con l’Autorità Portuale. La verità è che le aree adiacenti di Vinyls, non ancora liberate dagli impianti del cvm/pvc, non sono così necessarie ai Dal Sasso che a tutt’oggi non hanno accettato la proposta fatta loro dai commissari di acquisire la Vinyls di Porto Marghera come “ramo d’azienda” per permettere la continuità del rapporto di lavoro. Ma ciò significherebbe, per i Dal Sasso, assumersi le pesanti incombenze di una società “fantasma” come Vinyls che si è inutilmente cercato di salvare dal fallimento, insieme all’intero ciclo del cloro, senza successo, prima con il tervigiano Fiorenzo Sartor che l’ha portata al fallimento e poi con fantomatici investitori arabi e misteriosi svizzeri, tutti spariti al momento di concludere.
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